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Catanzaro - "Ieri, 17 ottobre, a Roma, a Piazza del Popolo, eravamo in tantissimi arrivati da tutta Italia con la Via Maestra. Lo dico da presidente di Arci Calabria e da membro della Presidenza nazionale dell'Arci, ma prima ancora lo dico da militante: non era una piazza di rito, era una piazza che ribolliva di rabbia giusta e di voglia di futuro. L'Arci c'era, con i suoi circoli, le sue socie e i suoi soci, le sue reti territoriali, e c'era anche una delegazione calabrese, venuta a portare nella capitale la voce di una regione che troppo spesso non viene ascoltata" è quanto si legge in una nota di Rosario Bressi Presidente Arci Calabria.

"L'Arci c'è fin dall'inizio in questo percorso. Ci crediamo convintamente ne La Via Maestra: l'abbiamo costruita insieme alla CGIL e alle tante associazioni che hanno scelto di mettere la Costituzione al centro dell'agenda politica del Paese, e ieri a Roma abbiamo dimostrato che questa alleanza non è un cartello di sigle, ma una forza reale, radicata, capace di parlare a una società intera. E il futuro, ieri a Piazza del Popolo, aveva il volto degli studenti. Erano migliaia, giovanissimi, determinati, e ci hanno dato una grande lezione. Una lezione di coraggio a noi che spesso ci consoliamo con le parole. Una lezione di coerenza, perché non hanno separato le questioni ma le hanno tenute insieme: il carovita, il diritto allo studio, la scuola pubblica, la pace, l'ambiente, le libertà. Una lezione di intelligenza politica, perché hanno capito prima di molti adulti che tutto si tiene, e che chi taglia sulla scuola per spendere in armi sta scegliendo che futuro toglierci". 

"Hanno gridato no alle classi con il tetto agli alunni stranieri, perché la scuola della Costituzione non seleziona, non divide, non costruisce muri tra i banchi. Hanno gridato no ai decreti sicurezza e alla repressione del dissenso, perché sanno che quando un governo ha paura di chi protesta, la democrazia è già in pericolo. E hanno gridato sì a una scuola pubblica, sicura, gratuita, accessibile, che sia davvero ascensore sociale e non specchio delle disuguaglianze. A noi il dovere di non farli sentire soli e di metterci alla loro altezza. Ed è proprio per questo che non possiamo non tornare con il pensiero a quanto accaduto nei giorni scorsi a Lamezia Terme, dove i giovani di UGS, i Giovani di Sinistra Italiana, hanno subìto una vile aggressione. A loro va tutta la solidarietà di Arci Calabria, nostra e di tutti i nostri circoli. Chi manifesta, chi si mobilita, chi sceglie di mettere la faccia per le proprie idee non può e non deve essere intimidito o picchiato. Arci Calabria sarà sempre al fianco di chi scende in piazza e sarà sempre, senza ambiguità e senza zone grigie, contro ogni forma di fascismo. L'antifascismo non è una memoria da celebrare nelle ricorrenze: è una pratica quotidiana, un presidio da tenere vivo ogni giorno, anche e soprattutto quando la violenza prova a farsi strada nelle nostre città".

"Accanto agli studenti, a Roma, la CGIL e le associazioni della Via Maestra. Il sindacato che difende salari e lavoro in un Paese dove lavorare non basta più per vivere. L'Arci e le reti che difendono gli spazi civici, i circoli, le case del popolo, i luoghi dove si fa comunità e si resiste all'idea che tutto debba essere mercato o ordine pubblico. Gli spazi civici sono presìdi di democrazia di prossimità, e come Arci continueremo a tenerli aperti e a difenderli da chi vorrebbe ridurli o criminalizzarli. Una piazza larga, che ha tenuto insieme chi produce, chi studia, chi cura, chi accoglie. Mentre a Roma centomila persone prendevano la parola, però, in Calabria c'è un'altra protesta che chiede di essere vista. Agricoltori e autotrasportatori sono allo stremo, schiacciati dal caro vita e dal caro benzina, con i costi che divorano ogni margine e un lavoro duro che non garantisce più dignità. Stanno bloccando strade, alzando la voce, difendendo il diritto di continuare a lavorare. E lo stanno facendo senza clamore mediatico, nel silenzio quasi totale di chi dovrebbe raccontare. Non è un caso: quando a protestare è il Sud, quando a protestare sono le terre e le strade di chi ci dà da mangiare e fa muovere le merci, i riflettori si spengono. Noi li teniamo accesi, e come Arci Calabria siamo al loro fianco".

"La loro lotta e quella degli studenti sono la stessa lotta. Il carovita non fa distinzioni: colpisce chi non arriva a fine mese, chi non può permettersi i libri o l'affitto, chi riempie il serbatoio a prezzi insostenibili, chi vede il raccolto pagato meno di quanto è costato produrlo. Il problema è un modello che scarica i costi della crisi su chi lavora e studia, mentre si trovano miliardi per il riarmo. Per questo il nostro slogan, portato ieri da Piazza del Popolo, è una scelta di campo: sì stato sociale, no stato di guerra. No al riarmo in Europa e in Italia, perché ogni euro in armi è un euro sottratto a scuole, sanità, trasporti, sostegno ai redditi, a chi lavora la terra. Chiediamo di fermare la guerra in Ucraina con l'iniziativa diplomatica e il negoziato. Stiamo con la Palestina, con Cuba, con tutti i popoli del mondo: autodeterminazione, no al colonialismo. La pace non è neutralità, è una politica, e va praticata. E pace e giustizia climatica camminano insieme: ascoltate i territori e le loro vertenze, lo diciamo da una regione che conosce il dissesto, gli incendi, lo spopolamento delle aree interne, e che sa che i contadini e le comunità locali sono i primi custodi della terra. Né c'è giustizia sociale senza lotta al patriarcato: diritti per tutt3, nessuna esclusa, nessuno escluso".

"Ma la giornata di ieri non si è chiusa con le bandiere ammainate. Dal palco di Piazza del Popolo è arrivato un appello chiaro alla mobilitazione, che l'Arci ha condiviso e rilancia con forza: il 20 novembre sarà sciopero generale, nello stesso giorno dello sciopero internazionale degli studenti. Due mobilitazioni che si incontrano, lavoratrici, lavoratori e studenti nelle stesse strade, con le stesse parole d'ordine. È il segnale che aspettavamo: la saldatura tra mondo del lavoro e nuove generazioni, tra le vertenze sociali e la battaglia per la pace, tra la domanda di giustizia e quella di futuro".

"Non ci accontentiamo della grande giornata di ieri. Non basta una piazza, per quanto enorme, serve un movimento. Da oggi l'Arci Calabria si mette al lavoro con tutti i suoi circoli per costruire la mobilitazione: nelle scuole, nelle università, nei quartieri, nelle campagne, nei porti, accanto agli autotrasportatori e agli agricoltori che in queste ore presidiano le nostre strade. Metteremo a disposizione le nostre sedi, le nostre reti, la nostra capacità di fare comunità, per rompere il muro del silenzio e per fare della Calabria non la periferia dimenticata dell'Italia, ma uno dei luoghi da cui riparte la democrazia. Grazie ai ragazzi e alle ragazze che ieri a Roma ci hanno fatto da maestri. Grazie a chi, in queste ore, presidia le strade calabresi senza telecamere. Noi ci siamo, e ci saremo insieme. La Via Maestra è la Costituzione: uguaglianza, lavoro, pace, partecipazione. E noi, su questa strada, non faremo un passo indietro".

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