
Roma - La Siria rischia il deferimento al Consiglio di Sicurezza dell'Onu se entro il 4 marzo non accelererà la consegna degli agenti chimici del suo arsenale che devono essere distrutti entro il 30 giugno. E' quanto emerge dal Consiglio esecutivo dell'Opac in corso all'Aja, durante il quale - secondo quanto si apprende - i Paesi occidentali, in particolare Stati Uniti e Francia, hanno alzato i toni nei confronti di Damasco. La Siria dal canto suo ha ribadito la volontà di rispettare gli obblighi del piano Onu-Opac.
Finora Damasco ha consegnato solo il 5% degli agenti chimici di "priorità 1", i più pericolosi, che dovevano essere trasferiti fuori dalla Siria entro il 31 dicembre, e il 19% di quelli di "priorità 2" per i quali la scadenza era del 5 febbraio. I Paesi che partecipano al piano di smantellamento dell'arsenale chimico di Bashar al Assad accusano le autorità siriane di non rispettare gli impegni adducendo "scuse". Circa 560 tonnellate di agenti di priorità 1 dovranno essere distrutti a bordo della nave Usa Cape Ray dopo essere stati trasbordati dal cargo danese Ark Futura nel porto di Gioia Tauro. Un'operazione inizialmente prevista per metà febbraio, ma che appare rinviata a data da destinarsi.
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