
Roma - "Nonostante un'avaria sulla linea ferroviaria che ha bloccato i nostri treni sui binari tra Tolosa e Narbonne, il pellegrinaggio nazionale dell'Unitalsi non si è fermato". In stazione ad accogliere alle 2 di notte i pellegrini delle sezioni Sicilia Orientale e Occidentale, Romana Laziale, Calabrese, Lucana, Umbra, Triveneta ed Emiliano Romagnola, oltre ai vertici dell'Associazione c'era mons. Salvatore Pappalardo, vescovo di Siracusa, che ha ricevuto il reliquiario della Madonna delle Lacrime, portato quest'anno in Francia da Siracusa. A salutare l'arrivo dei pellegrini anche il sindaco di Lourdes, Josette Bourdeu: rammaricandosi per l'accaduto, aveva allertato Croce Rossa e Protezione civile in supporto alle operazioni di discesa degli ammalati dai treni.
"Siamo venuti ad attendere l'arrivo dei convogli - ha detto Antonio Diella, presidente nazionale dell'Unitalsi - con la consapevolezza che la stanchezza di oggi si tramuterà ben presto in gioia per essere giunti in questo luogo che amiamo. Intanto ringraziamo il sindaco di Lourdes, Prefetto e operatori locali di Croce Rossa e Protezione Civile per il sensibile aiuto". Il pellegrinaggio nazionale 2017 si è aperto con la messa celebrata da mons. Luigi Bressan, assistente nazionale Unitalsi, che ha esortato a seguire le parole di papa Francesco, a "non avere paura della tenerezza". Nel saluto ai pellegrini il presidente Diella ha ribadito l'essenza dell'Associazione, che è una comunione: "È il cuore di ognuno di noi che fa vivere il pellegrinaggio con gli ammalati e con chi soffre, perché questa è la nostra storia e questo è quello che vogliamo essere. Chi soffre sa riconoscere ciò che è essenziale e l'essenziale è Gesù Cristo e il cammino di fraternità che insieme facciamo. Non avere paura della tenerezza vuol dire non temere di riconoscere che abbiamo bisogno gli uni degli altri, di prenderci cura gli uni degli altri, con spirito di fratellanza. L'Unitalsi è fiera di vivere la propria vita e la propria storia dedicandosi agli altri. Non siamo soli in questo cammino perché Maria ci tiene per mano: qui a Lourdes abbiamo il sorriso di Maria a Bernadette e le lacrime della Vergine a Siracusa. Sorriso e lacrime per assicurarci che l'unica storia da vivere è quella di Dio che condivide i nostri dolori e le nostre gioie. A noi compete condividere la fraternità di questo pellegrinaggio".
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