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Lamezia Terme – “Domenica 10 ottobre 2021 noi soci dell’Associazione “Le Città Visibili” giungiamo a Filadelfia e nell’Auditorium di questa cittadina siamo accolti dall’archeologo Francesco Cuteri e dal professore Vito Rondinelli. Prende la parola quest’ultimo e ci parla del Medioevo come periodo di probabile edificazione del borgo di Castelmonardo e dell’importanza sociale ed economica che esso rivestì nel meridione. Spiega che in seguito al grave terremoto del 1723 che colpì la zona, si crearono forti disagi per la popolazione che si vide costretta ad abbandonare il borgo e stabilirsi in una località prossima per evitare ogni disagio. Nasce così Filadelfia che rappresenta il volto nuovo della rinascita e per la ricostruzione della quale gli amministratori si ispirano alla Filadelfia americana, quindi una città aperta, centripeta, con impronta illuministica: una grande piazza e, a ogni angolo della stessa una chiesa, per i quattro quartieri”. È quanto spiegano dall’Associazione in un comunicato.

“Dopo il discorso introduttivo del professore Rondinelli – proseguono - prende la parola il professore Cuteri che ci trasporta nel magico mondo di un’archeologia curiosa che vorrebbe portare alla luce tutto ciò che c’è da sapere su Castelmonardo ma, sottolinea che, purtroppo, i fondi messi a disposizione dalla Sovrintendenza si esauriscono e i lavori subiscono spesso lunghe interruzioni. Nel 1974 il prof Maestri avvia una campagna di scavi volta alla valorizzazione dell’archeologia medievale e destinata a essere interrotta da lì a poco e solo nel 2011 riprendono i lavori per la ripulitura del sito ed emergono importanti reperti. Gli ostacoli alla realizzazione di questo progetto sono tanti perché solo la strada è considerata pubblica, il resto del sito, con gli anni, è divenuto terreno privato e gli addetti ai lavori devono calcolare i tempi per l’autorizzazione dei proprietari prima di portare alla luce un passato ricco di oggetti sepolti da terra, separati da radici o da crepe. Gli studiosi hanno evidenziato per Castelmonardo diverse tipologie costruttive, riconducibili forse ai Bizantini, poi agli Svevi e ancora ai Longobardi. Castelmonardo diviene un sito davvero importante, come risulta dai documenti, sotto il periodo normanno allorquando viene identificato come Castrum Mainardi perché la famiglia Monardo, degna di meritevole fiducia da parte del re, diviene assegnataria del castello. L’economia prospera grazie alla presenza di numerosi mulini ad acqua, ma dopo il terremoto si vengono a creare delle condizioni poco idonee per restare, poiché manca lo spazio e il rapporto sociale. Si pensa così a un posto nuovo per vivere: è Filadelfia. Sempre nei locali dell’Auditorium, passiamo a visitare il museo annesso. Interessanti i reperti ivi contenuti: l’antica pietra di una macina di un mulino ad acqua; reperti importanti custoditi nelle teche e provenienti da una parte del castello adibita, evidentemente, a scarico dei rifiuti: si tratta di cocci di piatti, di anfore, di ciotole in ceramica; molto belli i cocci di protomaiolica. Interessante un peso in calcare con decorazione geometrica, le maioliche napoletane, i mattoni napoletani del settecento, i capitelli, gli elementi di un portale a punta di diamante”.

“Dopo questa importante pagina di vita che è ormai storia, passiamo a visitare le chiese che si affacciano sulla grande piazza: la chiesa della Madonna del Carmelo, luminosa e riccamente decorata, arricchita da una statua della Madonna della Croce del 1543 e attribuita a Giambattista Mazzolo; l’altare molto semplice e raffinato è stato probabilmente rifinito con marmi recuperati in altre chiese. Sotto il pavimento c’era un cimitero poi abolito e il pavimento attuale ricorda lo schema originale; di notevole fattura è il pulpito ligneo con scolpiti i simboli dei quattro evangelisti, opera del maestro Michele Servello. La seconda chiesa è dedicata a S. Francesco di Paola con al centro dell’altare una bellissima pala del Davoli e, sul pulpito e nell’abside, simbologie di matrice massonica. La terza chiesa è dedicata a S. Barbara la cui statua proviene da Castelmonardo. La quarta chiesa, dedicata a S. Teodoro, è molto sobria e sembra voler lasciare spazio al silenzio che fa bene all’anima. Visitiamo ancora due tra i tanti palazzi importanti che arricchiscono la cittadina di Filadelfia: palazzo Serrao e palazzo Costa. Quest’ultimo appare ben mantenuto ed evidenzia un arredamento importante, notevole la cura dei particolari negli oggetti esposti, tra cui è ben visibile la mostra ​sulla prima guerra mondiale. Segue una visita a un laboratorio di tessitura dove apprendiamo notizie importanti su una attività un tempo molto attiva. Ricchi di un interessante passato storico, finalmente riprendiamo la strada verso casa”.

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