
Catanzaro, 26 gennaio - ''Nel distretto della Corte d'appello di Catanzaro c'é un elevato numero di procedimenti per il delitto di associazione mafiosa. Ci sono legami fra gli apparati criminali veri e propri e la cosiddetta zona grigia della 'ndrangheta''. Lo ha detto il Presidente della Corte d'appello di Catanzaro, Gianfranco Migliaccio, nella relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. "E per zona grigia - ha aggiunto Migliaccio - mi riferisco ai ceti produttivi e agli apparati professionali, tra i quali, in primo luogo, quelli operanti nel settore della giustizia e della finanza, quali avvocati, periti e medico-legali e commercialisti, che sono in collegamento con i sodalizi criminali. Si è in presenza, quindi, di un fenomeno profondamente radicato che, nonostante l'impegno delle Procure della Repubblica e delle forze dell'ordine, continua a seminare lacrime e lutto". Il Procuratore generale, Santi Consolo, ha espresso, da parte sua, "profondo dissenso per la proposta ministeriale della riforma delle piante organiche. La 'ndrangheta non e' un problema locale ma nazionale ma è sempre in Calabria che trova i suoi collegamenti perché è qui che ci sono i legami di sangue. E' per questo motivo che è necessario garantire un adeguato numero di magistrati". Da registrare che i vari interventi che si sono susseguiti nel corso della cerimonia sono stati tradotti nel linguaggio dei segni.
Il presidente della Corte d'appello di Catanzaro, Gianfranco Migliaccio, ed il procuratore generale, Santi Consolo, hanno anche lanciato l'allarme sugli organici dei magistrati che devono essere adeguati a fronteggiare la lotta alla 'ndrangheta che e' diventata una "emergenza nazionale". La cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario é stata l'occasione per fare il punto sull'attività svolta nell'ultimo anno, ma anche per guardare al futuro con la speranza che la situazione generale della giustizia migliori. Il presidente Migliaccio ha ricordato come nel distretto della Corte d'appello di Catanzaro ci sia un elevato numero di procedimenti per il delitto di associazione mafiosa. Non è certo migliore la situazione per quanto riguarda gli altri reati. Nell'ultimo anno c'é stato, infatti, un incremento dei reati di natura sessuale e di quelli persecutori, come l'usura, ma anche delle violazioni contro la pubblica amministrazione. A tutto questo poi si aggiungono le morti e gli infortuni sul lavoro. Sul fronte degli omicidi la provincia di Vibo Valentia si aggiudica la maglia nera perché il numero degli episodi è sempre allarmante. Una provincia dove è ancora endemica la violenza personale come "strumento - ha detto Migliaccio - di soluzione di conflitti". Ma a fronte di questa situazione molto allarmante le piante organiche di tutti gli uffici del distretto sono "assolutamente inadeguate - ha rilevato Migliaccio - sia in relazione al numero dei magistrati che a quello del personale amministrativo". E' stata poi la volta del rappresentante del Consiglio superiore della Magistratura, Gabriele Fiorentino, che ha ricordato la situazione in cui versa, in Italia, la giustizia civile, in cui il "sistema dell'appello non consente di dare risposte".
A rappresentare il Ministero della Giustizia c'era Salvatore Vitello, fino a pochi mesi fa Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, che nel suo intervento ha sottolineato la "drammaticità della situazione delle carceri. Va comunque segnalato - ha aggiunto - che non siamo all'anno zero e che si registra un lieve miglioramento". La gran parte dell'intervento di Vitello è stato dedicato alla proposta del Ministero per quanto riguarda la riforma delle piante organiche. Ed è stato proprio sul fronte delle piante organiche che il procuratore generale, Santi Consolo, ha incentrato il suo discorso. "Dissento in modo profondo - ha detto - dalla proposta ministeriale della riforma delle piante organiche, che penalizza fortemente il Distretto della Corte d'appello di Catanzaro. L'intero Distretto, infatti, subirà una riduzione di 35 unità. La 'ndrangheta non e' un problema locale ma nazionale ed è per questo motivo che serve implementare gli organici e non certamente ridurli. Ai tribunali, infatti, deve essere assegnato un numero sufficiente di giudici se vogliamo concretamente combattere la criminalità organizzata".
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