
Catanzaro - “C'era una volta… l’Ordine dei geologi della Calabria. L'istituzione calabrese di autogoverno di questa nobile e importante professione, che un tempo è stata molto presente, attiva ed operativa sul territorio, a tutela dei cittadini, oggi è un'eccellente assente ingiustificata - dichiarano dall'associazione Terra 360, che raggruppa geologi di tutta la regione. E' evidente a tutti come, giorno dopo giorno, sia cresciuta a dismisura - afferma l'associazione - la necessità in Calabria di riaffermare i principi fondamentali di tutela del territorio, quasi sempre connessi all'esigenza di riaffermare e ripristinare il concetto di legalità. E' proprio la mancanza di legalità e, quindi, abusi e soprusi edilizi ed ambientali, rappresentano la principale causa di fenomeni quali frane e alluvioni. Puntualmente in occasione delle calamità o di catastrofi naturali si pensa o ci si ricorda dell'esistenza dei geologi ed è lì che ai geologi si chiedono spiegazioni, opinioni e possibili 'cure'. Allo stato attuale l'Albo dei Geologi della Calabria annovera meno di 1000 Geologi che, tra tutti gli iscritti, esercitano teoricamente la professione. Quello che invece pochi sanno è che un'alta percentuale di essi, spesso è costretta ad emigrare o disperde la propria professionalità facendo altro.Non una voce si alza ormai da tempo immemorabile, a favore della tutela dell'ambiente, dei cittadini, del territorio. Non una parola riguardo le perforazioni a largo di Crotone, sugli abusi in zone R3 e R4, sulla gestione commissariale del dissesto, sulla problematica radon, sulla prevenzione sismica, sul quadro territoriale regionale paesaggistico, sul piano casa, sul consumo di suolo, sulla scellerata gestione delle discariche. E perfino sull'alluvione di Sibari”.
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