
Catanzaro - Il Codacons ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro per interruzione di pubblico in merito ai problemi della fornitura idrica. "Sono sempre più numerosi i cittadini che lamentano notevoli disagi a seguito dell'omessa fornitura di acqua potabile - spiega il Presidente Codacons Calabria, Francesco Di Lieto - Questa situazione comporta difficoltà nell'igiene personale (specie per i bimbi), nella cura della casa, l'impossibilità di usare elettrodomestici ad acqua, e molte altre conseguenze sul piano pratico. Gli abitanti sono così costretti ad attingere acqua presso i comuni limitrofi al fine di soddisfare le esigenze di vita primarie e basilari con disagi che, ripercuotendosi sul diritto alla qualità della vita ed alla libera estrinsecazione della personalità, garantito dall'art. 2 della Costituzione, dovranno portare i Giudici a riconoscere il risarcimento del danno esistenziale loro causato". Il Codacons sta infatti studiando la fattibilità di una azione risarcitoria a tutela di tutti i cittadini di Catanzaro che, a seguito delle interruzioni nell'erogazione del servizio idrico abbiano subito danni morali e materiali. "Alla Procura - conclude - chiederemo anche di accertare se corrisponde al vero quanto segnalatoci da alcuni residenti, secondo cui si sarebbero verificati dei rifornimenti di acqua "ad personam" in favore di personaggi politici di spicco".
Comune corre ai ripari con attivazione autobotti
"Comune di Catanzaro attiva ulteriori cinque postazioni di rifornimento idrico da autobotti che si aggiungono alle tre già annunciate". Lo riferisce una nota del Comune. Le nuove postazioni sono ubicate in Piazza Montegrappa, zona San Leonardo; Via Paolo Orsi, zona viale de Filippis; Via Lombardi compreso via Massara; Piazza Roma e Piazza antistante il teatro Politeama. Le autobotti hanno, inoltre, rifornito la clinica San Vincenzo e il centro dialisi in via Tommaso Campanella.
Minoranza di consiglieri comunali del centrosinistra occupa aula Consiglio
I consiglieri comunali del centrosinistra hanno occupato simbolicamente l'aula rossa di Palazzo de Nobili per protestare contro il mancato avvio dei lavori delle assise che avrebbero potuto essere dedicati alla discussione dell'emergenza che attanaglia la città dopo l'alluvione dei giorni scorsi. "La città resta senz'acqua dopo quattro giorni, la gestione dell'emergenza è da ritenere assolutamente inadeguata", affermano i consiglieri della minoranza, dieci dei quali hanno risposto all'appello del presidente del Consiglio comunale, Ivan Cardamone, per la prima convocazione della seduta dedicata al destino delle società partecipate. "Siamo vicini alla popolazione - aggiungono i consiglieri del centrosinistra - che vive da giorni gravissimi disagi dovuti alla carenza idrica, dopo il dramma di una alluvione che ha messo in ginocchio centinaia di famiglie. Il sindaco ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza come massima autorità sul territorio nella veste di capo della protezione civile. Non è stata convocata una conferenza stampa e non c'è stata una sola occasione per spiegare ai cittadini quello che sta succedendo e rispondere alle perplessità e alle preoccupazioni dei catanzaresi. Nessuna strumentalizzazione nell'affermare che il sindaco Abramo si è dimostrato inadeguato e quando affermiamo che dovrebbe dimettersi lo diciamo in maniera non strumentale e al di fuori di considerazioni politiche". "In questo momento Abramo - concludono - è il primo cittadino di Catanzaro, non è né leader della maggioranza né espressione di una coalizione. Sulle responsabilità relative al momento antecedente all'alluvione rifletteremo in seguito, ora ci soffermiamo sul post alluvione: ci troviamo di fronte ad una città assolutamente inerme davanti ai pericoli e alla calamità".
Da Lamezia il sindaco Speranza invia un’autobotte per aiutare il sindaco Abramo nell’emergenza maltempo
Come anticipato nei giorni scorsi, subito dopo aver appreso la notizia dei gravi danni arrecati alla città di Catanzaro, dal violento temporale che si è abbattuto sul capoluogo di Regione, questa mattina dopo un colloquio telefonico tra il sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza e il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, il comune di Lamezia Terme ha messo a disposizione ed inviato nella città di Catanzaro un’autobotte per l’approvvigionamento dell’acqua potabile nelle zone colpite dall’alluvione di due giorni fa.
REAZIONI
Comune: "Per emergenze acqua penalizzati piani alti"
"Il piano di erogazione dell'acqua messo in atto dagli addetti dell'ufficio acquedotti del Comune di Catanzaro, utilizzando in gran parte l'acqua proveniente dal solo acquedotto silano del Guerriccio, è stato rispettato come orario di manovra. Gli effetti pratici, cioè l'acqua ai rubinetti, vengono però avvertiti, come si può comprendere, prima nei piani bassi e nei fabbricati provvisti di serbatoi". E' quanto precisa il Comune di Catanzaro in una nota. "Penalizzati - prosegue il comunicato - risultano gli appartamenti posti ai piani alti. Questa manovra, del tutto provvisoria, serve a mitigare il problema che, comprendiamo, sta destando enormi disagi ai cittadini. Si attendono notizie da parte della Sorical, che gestisce le condotte regionali che riforniscono l'impianto di potabilizzazione Santa Domenica, in merito al ripristino del servizio che alimenta la gran parte della città".
Costanzo (Fi): "Rimuovere vertici Protezione Civile"
"Chiedo al presidente Giuseppe Scopelliti la rimozione immediata dei vertici regionali della Protezione civile". Lo afferma il consigliere comunale di Catanzaro Sergio Costanzo, di Forza Italia. Costanzo, nella nota, fa riferimento a "tutti quelli che, in questi giorni di massima emergenza nel capoluogo calabrese, non hanno saputo fare il proprio dovere, dimostrando estrema incapacità di gestire la situazione. Stiamo vedendo quotidianamente una città letteralmente in ginocchio per i danni causati dal maltempo: il Comune, le associazioni, i pochi, ma valorosi agenti della Polizia locale, le Forze dell'Ordine, i Vigili del fuoco, i privati cittadini hanno lavorato anche a mani nude per ridurre il più possibile i disagi creati dalla calamità naturale che si è abbattuta su Catanzaro fra lunedì e martedì". "Caro presidente - prosegue Costanzo - i catanzaresi aspettano fatti concreti. Basta con le parole, perché è evidente che non tutti hanno percepito il pericolo e la complessità dei problemi che stiamo vivendo in questi giorni. In particolare, mi riferisco agli addetti della Protezione civile regionale, che non solo si sono permessi il lusso di far girare per tutta la città solamente due autobotti per la distribuzione di acqua non potabile, ma soprattutto c'è chi, come quello delegato al servizio nelle prime ore della mattina, ha pensato bene di farsi i fatti propri a scapito dell'interesse della collettività". "Al di là del caso particolare - sostiene ancora Costanzo - ci sono diverse segnalazioni da fare: dov'erano gli altri mezzi della Protezione civile? Mi chiedo cosa sarebbe successo se il maltempo fosse durato più del previsto. A chi avremmo potuto segnalare ulteriori danni se non esiste un numero verde ed è impossibile contattare i dirigenti regionali della Protezione civile? A questo punto viene lecito domandarsi cosa fanno i dipendenti della Protezione civile durante tutto l'anno, quando non si verificano eventi disastrosi come quello di questi giorni. Stanno comodamente seduti in ufficio? Sarà anche vero che la politica non funziona e ha grandi responsabilità, ma la più grande è quella di nominare incompetenti nei posti di vertice degli Enti che hanno a che fare con l'incolumità delle persone. Tutto ciò risulta inaccettabile e intollerabile, perché un servizio essenziale è lasciato in mano a chi non è in grado di provvedervi. È il momento di assumere posizioni ferme e decise, anche se a volte non sono le più comode".
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