
Soveria Mannelli, 25 agosto - Il Comitato Pro Ospedale del Reventino ha presentato un esposto indirizzato al procuratore della Repubblica Prestinenzi per quel che concerne le condizioni del pronto soccorso nell'area montana. Di seguito pubblichiamo integralmente tale esposto pervenuto anche ai mezzi di informazione a firma del presidente, il dottor Antonello Maid, e del vice presidente, Alessandro Sirianni:
"Nei giorni 19 e 20 agosto il Pronto Soccorso non ha potuto evadere le richieste di pazienti con traumi per indisponibilità del pieno servizio di radiologia. Erano presenti solo i tecnici, che per competenza possono solo effettuare lastre. Infatti è compito esclusivo dei medici radiologi il refertarle. Da giorno 19 fino a giorno 30 agosto, l’unico radiologo è in ferie è non sostituito da altro radiologo. L’Azienda Sanitaria già da tempo ha attuato il servizio di telemedicina, che consiste nell’inviare via telematica le lastre all’ospedale di Lamezia Terme dove medici procedono ad effettuare la refertazione diagnostica e spedirla a Soveria. Tale espediente per l’ennesima volta è risultato inattuabile per anomalie tecniche sopragiunte nei giorni 19 e 20 agosto, pertanto il Pronto Soccorso non ha potuto dare completa assistenza ai pazienti, a molti dei quali sarebbe stato detto che avrebbero potuto ritirare il referto dopo 15 giorni. Il problema non è nuovo ma reiterato. Vengono pertanto disattese le disposizioni dei LEA. I Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria (LEA) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (Ssn) è tenuto a garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o in compartecipazione, grazie alle risorse raccolte attraverso il sistema fiscale. Tali livelli devono soddisfare gli obiettivi di salute indicati nel Piano Sanitario Nazionale e sono state scelte in base ai principi di efficacia e di appropriatezza: deve essere eccartato che quella cura sia efficace, utile per ridurre o eliminare la malattia, ed appropriata per quella determinata patologia. Se più metodi di cura soddisfano entrambe le condizioni, allora deve essere assicurata la cura più economica. Le Regioni possono decidere di inserire nell’elenco ulteriori prestazioni, previ accordi interregionali. I Livelli Essenziali di Assistenza che il Sistema Sanitario Nazionale deve garantire, sono suddivisi in tre aree:
- l’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro, che include tutte le attività che servono per mantenere una migliore qualità della vita di tutti i giorni. Sono qui incluse le cure contro le malattie infettive e parassitarie, le vaccinazioni, la prevenzione e la diagnosi precoce delle malattie, la tutela dai rischi connessi con gli ambienti di vita, gli inquinanti ambientali e gli infortuni sul lavoro, la sanità degli animali e degli alimenti, le certificazioni sanitarie necessarie per documentare l’assenza dal lavoro (tutti gli altri certificati di idoneità devono essere garantiti ma a pagamento).
- l’assistenza distrettuale, quella erogata dalle Asl e dai Distretti sanitari. Essa comprende la medicina di base ambulatoriale e domiciliare, la guardia medica, l’emergenza, l’assistenza farmaceutica, l’assistenza integrativa alimentare e quella per le persone con il diabete mellito, l’assistenza specialistica e diagnostica, l’assistenza protesica, l’assistenza domiciliare, le cure termali, l’attività sanitaria e di sostegno rivolta particolari categorie di persone: le donne, per la tutela della maternità o per l'interruzione della gravidanza, i disabili, le persone dipendenti da droghe o da alcool, le persone con malattie in fase terminale o con HIV, le persone anziane non autosufficienti, le persone con problemi psichiatrici.
- l’assistenza ospedaliera, il pronto soccorso, il ricovero ordinario, il Day Hospital ed il Day Surgery, l’ospedale domiciliare, la riabilitazione, la lungodegenza, i servizi di trasfusione e di trapianto di organi e tessuti".
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