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Soveria Mannelli – "Poco edificante per l'ospedale quanto potrebbe accadere dalla prossima settimana, emergenze vere e proprie che leverebbero all'utenza servizi imprescindibili e sempre più richiesti, poiché i dati e le richieste lo dimostrano in tutta la loro crudezza". Esordisce così, in una nota, il comitato Pro Ospedale del Reventino presieduto dal dottor Antonello Maida che spiega anche come "le prenotazioni, per quanto riguarda alcune prestazioni in radiologia, sono state bloccate a giorno 15 novembre, oltre non se ne possono accettare, poiché legittimamente l'unico medico in forza al reparto ha chiesto 15 giorni di ferie. Questo è uno stop vero e proprio a coloro che dovranno fare un'ecografia e semplici lastre oltre che la TAC, mentre - aggiunge - le altre prestazioni esclusive per i reparti e per il solo Pronto Soccorso saranno effettuate, ma orfane della consulenza immediata, da fare con la telemedicina, ovvero inviate a Lamezia qui dettagliate e ri-inviate a Soveria, con un servizio che più volte è stato lento e farraginoso, poiché i sanitari di Lamezia non sempre riescono ad evadere tutto il lavoro per la congestione cui è sottoposto il reparto".

"Altra notizia allarmante – fanno sapere poi dal Comitato - è quella delle nuove notizie sulle disposizioni in merito alle consulenze ortopediche, fin qui intorno a quaranta per settimana, che si vedrebbero ridurre a quattro". Per Maida ed i componenti del Comitato questi sono "fatti che limitano il servizio, già precario poiché svolto un solo giorno a settimana. Un vero e proprio stop, che lascia presagire scenari sconcertanti. Nel pronto soccorso le richieste di consulenza ortopediche giornalmente registrano almeno 7-9 utenze, quando in ospedali come Soverato con un reparto funzionante h24 se ne registrano molte di meno, pare tre o quattro. Un vero e proprio martirio, quello alimentato dalle direttive aziendali che non trova nessuna spiegazione plausibile". Dal Comitato Pro Ospedale del Reventino si dicono pronti ad iniziative d'informazione presso i sindaci del comprensorio montano per far conoscere meglio la situazione di precariato in cui versa la sanità del centro del Reventino. Per il Comitato "qui non si tratta più di volere prebende o reparti, siamo al minimo sindacale, senza il quale le cose più ovvie rischiano di diventare pretese bollate come strumentali a cui nessuno inderogabilmente vuole più farne a meno. Il Comitato lancia l'ennesimo allarme, poiché di questo si tratta, avviando ancora una volta una battaglia di civiltà che seppure in tempi di recessione, spesso usata come alibi, non deve materializzarsi. Non deve trovarsi in un medico da sostituire la sperequazione economica ne tanto meno nel limitare il numero di consulenze ortopediche da effettuare in un solo giorno a settimana".

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