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"Gli arresti del capo della Squadra Mobile di Vibo Valentia e del suo vice confermano che in Calabria la borghesia mafiosa o zona grigia, qualsivoglia nome ad essi attribuire, è più viva che mai". Lo afferma, in una nota, il coordinamento antimafia Riferimenti. ''E' questa - aggiunge - la vera linfa della 'ndrangheta. Sono gli insospettabili, gli uomini in doppio petto, che determinano il potere criminale in questa regione, dominata da una cappa di collusioni fatta da burocrati, professionisti, uomini delle istituzioni e delle forze dell'ordine, politici. Mai nessuno, in questi anni, ha indagato a 360 gradi. Inutile parlare di lotta alla 'ndrangheta se non si colpiscono i 'pupari' che sono dietro le quinte del malaffare. Dagli uffici giudiziari a quelli della prefettura, passando dai presidi delle forze dell'ordine, l'inquinamento e' totale e lo squallore e' grande". "Non pretendiamo atti d'eroismo poi - afferma ancora Riferimenti - dai cittadini, che accusiamo spesso di mancanza di collaborazione. Chi dovrebbero denunciare? In chi riporre la propria fiducia davanti ad arresti come questi o come quello del famoso giudice Giglio che nelle intercettazioni si rammaricava di essere un magistrato e non un mafioso?''.

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