
Lamezia Terme - Pubblichiamo la note del lavoratori del progetto art.34 di Calabria Etica. “Ormai da venerdì 31 luglio scorso i lavoratori del prog. art. 34, incaricati da Fondazione Calabria Etica, stanno occupando ad oltranza la sede della Fondazione, per protestare, in maniera civile, contro il mancato pagamento di tutte le mensilità sinora maturate (addirittura otto)
Il Dipartimento Lavoro e Politiche sociali nella persona del Dirigente Generale, dott. Antonio De Marco, come si legge nel comunicato stampa, ha riferito che “una volta acquisita dalla Fondazione la rendicontazione del costo del personale, il dipartimento procederà con risorse del PAC a riconoscere tali spettanze nei tempi tecnici consentiti dalla procedura” . Il D.G., poi, parla di un fantomatico provvedimento di rescissione in autotutela (sic!!!) della convenzione relativa ai progetti di cui all’art. 34 che, però, non solo non risulta esser stato mai pubblicato né protocollato, ma – per quanto ci è dato sapere- non è mai giunto presso la sede della Fondazione. Da ciò ne discende, che tutte le attività del progetto sono tutt’ora in essere e che alcuna comunicazione è stata giammai portata a conoscenza dei lavoratori.
Peraltro, il D.G. riferisce - affermano i lavoratori – che tale provvedimento di rescissione si sarebbe reso necessario in ragione del fatto che il Commissario della Fondazione, dott. Barbaro, avrebbe rilevato il “non regolare svolgimento delle attività previste nella convenzione” sottoscritta tra la Fondazione e il Dipartimento ex 10, oggi n. 6. Ebbene – affermano i lavoratori - ove mai esistesse una qualche attività della Convenzione non adempiuta da parte della Fondazione Calabria Etica, ciò non può certamente ricadere sulla testa dei lavoratori medesimi che non possono avere alcuna responsabilità in tal senso.
Ma – fanno rilevare – al contrario, che se qualcuno è inadempiente è certamente il Dipartimento e non già la Fondazione. Infatti come ravvisato dai legali del Progetto art.34 a seguito di una oculata analisi della convenzione stipulata tra la Fondazione Calabria Etica ed il Dipartimento del Lavoro, l’art. 7 a chiare lettere prevede che: “…per l’espletamento delle attività di cui agli artt. 5 e 6 (le attività a carico della Fondazione) della presente convenzione il Dipartimento corrisponderà alla Fondazione gli importi per come di seguito esplicato nelle macrovoci: omissis… Tali importi di cui ai precedenti commi verranno liquidati in tre tranches: Prima tranche CONTESTUALE alla firma della convenzione per un importo pari al 90% del valore complessivo della convenzione; Seconda tranche pari al 5% del valore complessivo della convenzione al raggiungimento del 50% della spesa della prima tranche; saldo a 30 gg. dalla presentazione del rendiconto”.
Come si può notare, dunque – affermano i lavoratori – il soggetto inadempiente è il Dipartimento Lavoro della Regione Calabria, che avrebbe dovuto versare le somme nelle casse della Fondazione (il 90% già al momento della stipula della convenzione ovvero il 07.10.2014) e non già la Fondazione che, come ovvio, senza alcun soldo, non avrebbe mai potuto adempiere ad alcuna delle attività previste nella convenzione, a dispetto di quanto viene riferito dal dott. De Marco e dal Commissario Barbaro.
E i soldi ci sono, o perlomeno c’erano – affermano i lavoratori – atteso che per tutti e tre gli avvisi pubblici relativi al progetto art. 34 sussistono i regolari impegni e sub impegni di spesa a valere sul bilancio 2014 della Regione Calabria con tanto di parere della Ragioneria Generale di regolarità contabile ai sensi dell’art. 44 della L.R. 8/2002.
Ma d’altronde, non potrebbe essere altrimenti visto che è stato lo stesso Dipartimento a pubblicare sul Burc Calabria i tre Decreti di approvazione degli avvisi pubblici rientranti nel progetto art. 34 affidato alla Fondazione Calabria Etica, avvisi – ribadiscono i lavoratori – che avevano la finalità di concedere contributi alle agenzie formative, agli organismi di formazione, agli Enti pubblici e privati che erogano servizi per il lavoro e, soprattutto, di favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e a facilitarne le condizioni di lavoro e che, invece, sarebbero stati cancellati con un semplice tratto di penna senza considerare ancora che gli istanti, ovvero coloro che hanno tempestivamente presentato domanda di ammissione al beneficio e magari nelle more hanno già provveduto a sostenere, anticipandole delle spese, nella speranza di essere rimborsati, non avranno né contributi né risposta alcuna dalla Regione Calabria nonostante gli avvisi tutti regolarmente pubblicati sul burc.
Al di là della polemica politica che esula dalla problematica in essere e che non riguarda come non ha mai riguardato i contrattualizzati, senza perciò distrarsi dal fulcro dell’emergenza, le rassicurazione del Dipartimento, ad oggi, subordinano il pagamento dei compensi maturati alla rendicontazione del costo del personale, demandando perciò alla Fondazione il compimento di detta attività con ulteriore dilazione dei tempi. Ciò, evidenzia, nuovamente quel collaudato scarica barile a cui assistiamo ormai da troppi mesi – lamentano i lavoratori – che ci farà continuare la nostra battaglia sino a quando, non avremo garanzie circa la posizione contrattuale e risposte concrete ed univoche circa i modi ed i tempi nei quali la Regione e/o la Fondazione provvederanno ad effettuare i pagamenti delle nostre spettanze, visto che già nel mese di luglio quest’ultimo, in più occasioni, aveva dato rassicurazioni alle delegazioni dei lavoratori, che i pagamenti sarebbero stati effettuati entro fine mese.
A tal fine i lavoratori chiedono pubblicamente, reputandolo opportuno ed inevitabile, al Direttore Generale Dott. Antonio De Marco e al Commissario pro tempore della Fondazione Calabria Etica dott. Carmelo Barbaro, entro la giornata di venerdì un tavolo tecnico per discutere, nel confronto diretto e collaborativo delle parti interessate, della vertenza lavorativa in oggetto nell’auspicio di una risoluzione che possa contemperare gli interessi prevalenti della Fondazione e dei collaboratori e della loro famiglie che da troppo tempo attendono di ricevere le loro legittime spettanze”.
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