
Catanzaro - Sono trascorsi tre giorni da quando è stato deciso, da parte dei lavoratori di Calabria Etica facenti parte del progetto “Articolo 34”, di occupare la sede per protesta contro i mancati pagamenti. “La situazione non pare essere migliorata - come ha affermato l’architetto Francesco Piraino. Piraino si è detto “completamente disilluso da un ravvedimento positivo dei piani alti”. E, continuato il botta e risposta senza soluzioni da parte del dirigente Generale regg. del Dipartimento n.6 Lavoro della Regione Calabria, Antonio De Marco, e del commissario straordinario della Fondazione Calabria Etica, Carmelo Barbaro “sembra invece che il progetto sia stato chiuso e che i pagamenti, forse, giungeranno a settembre”. Tutto ciò, nonostante anche il governatore Mario Oliverio avesse assicurato che avrebbe pagato subito i collaboratori del suddetto progetto. “Pertanto - ha continuato Piraino - previa comunicazione e autorizzazione della Prefettura, è stata programmata per mercoledì 5 alle ore 10 una mobilitazione complessiva che partirà dalla stessa sede di Calabria Etica, per spostarsi poi verso il centro della città e dimostrare apertamente il dissenso dei lavoratori a questa non proficua diatriba tra politica e burocrazia”.
M.L.
REAZIONI
Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale e Gioventù Nazionale, solidarietà a lavoratori Calabria Etica
“Continua l’occupazione della sede di Calabria etica, da parte dei Lavoratori che dopo mesi di promesse non mantenute e di impegni non rispettati, hanno deciso di lottare per chiedere a viva voce il rispetto delle rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi da parte dell’attuale presidente della Regione Calabria Oliverio e del suo entourage. I lavoratori in agitazione non percepiscono lo stipendio contrattualmente previsto da 8 mesi ed anche le loro prospettive future paiono avvolte in una nube di mistero, mentre ormai da diverso tempo va in scena il più classico degli “scarica barile” a cui troppe volte la mala-amministrazione pubblica ha abituato la popolazione italiana: padri di famiglia e lavoratori, la cui unica forma di sostentamento è spesso lo stipendio loro dovuto dalla Fondazione sono costretti a ridurre i loro consumi ed il loro benessere scontando “colpe” che semmai esistenti, non possono in alcun modo essere loro addebitate. Le sedi di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale e Gioventù Nazionale lametine auspicano una pronta risoluzione di questa incresciosa situazione figlia di vicende che poco o nulla hanno a che fare con la rispettabilità e l’onorabilità di chi ha impiegato tempo, risorse e passione nel proprio lavoro senza vedersi corrisposto quanto loro dovuto. Siamo sicuri che il presidente Oliverio che fin dalla sua insediazione ha inteso condurre una crociata contro alcuni enti in-house della Regione Calabria, ribandendo a più riprese la necessità di contenerne i costi, non abbia messo da parte le istanze delle famiglie calabresi coinvolte in questa annosa questione che rischiano a questo punto di far la fine dell’erba quando combattono gli elefanti. Nel frattempo FdI-AN rimane in attesa della riforma di quegli interventi atti a migliorare il Welfare calabrese, promessi dal Governo Regionale e dei quali ancora non vi è traccia tangibile”.
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