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Gioia Tauro - E' il porto calabrese di Gioia Tauro quello nel quale transiteranno le armi chimiche provenienti dalla Siria che si trovano a bordo della nave danese Arc Futura. Lo conferma il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi alle Commissioni riunite Affari esteri e Difesa di Camera e Senato. Le armi chimiche si trovano attualmente depositate in circa 1.500 container sulla nave danese che farà scalo a Gioia Tauro e poi saranno trasbordate sulla nave Cape Ray. "Il trasbordo delle armi chimiche siriane da un cargo alla nave Usa Cape Ray - spiega il ministro Lupi - avverrà da nave a nave, mediante la movimentazione di 60 container con appositi rotabili e quindi "senza lo stoccaggio" dei container a terra". Le operazioni nel porto avverranno secondo standard internazionali in condizioni di assoluta sicurezza. Per quanto classificati come pericolosi si tratta di classi di prodotti che vengono trasportati ogni giorno in Italia e saranno imballati e sigillati secondo procedure internazionali per la totale sicurezza del trasporto", ha aggiunto.

Il ministro degli Esteri Emma Bonino parlando alle Commissioni Esteri e Difesa riunite di Senato e Camera ha affermato che “nella decisione di quale porto italiano scegliere per il trasbordo delle armi chimiche siriane sono stati consultati anche l'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale, il ministro dell'Interno e della Difesa oltre a quello dei Trasporti". Il direttore generale dell'Opac, Ahmet Uzumcu, ha ringraziato l’Italia per il suo generoso contributo “fornito mettendo a disposizione un porto italiano per le operazioni di distruzione di armi chimiche siriane".

REAZIONI

Sindaco di Gioia Tauro: “A repentaglio la mia vita”

"Mettono a repentaglio la mia vita. Se succede qualcosa la popolazione mi viene a prendere con un forcone". Lo afferma il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore in merito al trasbordo delle armi chimiche della Siria. E' gravissimo - aggiunge - forse il ministro Bonino non sa cos'è la democrazia. La solita scelta calata dall'alto. Siamo considerati una popolazione di serie B. Tra l'altro, qui non c'è un ospedale attrezzato”. ''Adesso, come minimo, il ministro Bonino dovrebbe venire qui a parlare con le istituzioni e poi essere presente alle operazioni. Una scelta del genere crea discredito nelle istituzioni. E, tra l'altro, qui - ha aggiunto - c'è un sindaco del Pd che non viene informato da un governo di centrosinistra. Contrasteremo questa scelta con tutti i mezzi legali. Oggi era in programma il Consiglio comunale su altro ma parleremo di questo''.

Sindacato portuali: “Se certezze sicurezza si può fare”

“Se ci saranno certezze sulle condizioni di sicurezza sul lavoro si può anche fare''. A dirlo è stato il segretario nazionale del Sul, il sindacato dei portuali di Gioia Tauro, Antonino Pronestì. ''Abbiamo saputo della decisione di mandare le armi chimiche della Siria a Gioia Tauro dai media”. "Già abbiamo chiesto - ha aggiunto Pronestì - all'Autorità portuale, alla Capitaneria di porto ed al terminalista Mct di darci informazioni dettagliate e cosa vogliono fare per la sicurezza. Ancora, però, non sappiamo niente". "Non diciamo di no a prescindere - ha detto ancora Pronestì - ma vogliamo avere certezze sulla sicurezza per i lavoratori''.

Messina (Idv): “Nave armi chimiche già in Italia”

“Oggi arriveranno in Italia 1200 tonnellate di armi chimiche dalla Siria ed il ministro Bonino si presenterà in Parlamento solo per comunicare la scelta dello scalo che ospiterà l'arsenale". "Presidi del partito presso i porti interessati". " L'Italia non concedere i suoi porti, mettendo a rischio la salute dei cittadini. A livello internazionale non abbiamo peso".

Giordano: "E’ una vergogna che il porto diventi pattumiera di armi chimiche siriane”

“E’ una vergogna che il porto di Gioia Tauro diventi la pattumiera delle armi chimiche siriane”. Lo afferma il consigliere regionale Giuseppe Giordano. “La notizia dell’ultima ora rappresenta un ulteriore schiaffo per la nostra martoriata regione. Si tratta - aggiunge – di un’operazione pericolosissima che vedrà coinvolto il porto di Gioia Tauro nell’ospitare, sia pur per un periodo temporaneo, armi di distruzione di massa. E’ una vergogna che l’Italia si sia resa disponibile a tale operazione, ma è ancor più inaccettabile che sia stata scelta l’area portuale di Gioia Tauro sulla quale si dovranno applicare misure straordinarie per accogliere ben 1500 contenitori dall’elevatissima pericolosità. Condivido pienamente la posizione assunta dal segretario nazionale di Italia dei Valori Ignazio Messina che in questi giorni e in queste ore si è mobilitato per cercare di fermare una azione così penalizzante per la nostra regione. Nel contempo – conclude Giordano - auspico che le altre forze politiche e sindacali  regionali, la stessa regione Calabria, le istituzioni locali, l’autorità portuale reagiscano fortemente ad un atto irresponsabile attraverso una forte opposizione ad  una decisione che condanna la nostra regione ad un ruolo servile e inconsistente”.

Presidente regione Sardegna Cappellacci: “Abbiamo sventato delitto contro Sardegna”

"Abbiamo sventato quello che sarebbe stato un vero e proprio delitto contro la nostra isola". Così il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, commenta la notizia sulla destinazione delle armi chimiche siriane, che arriveranno al porto di Gioia Tauro. "La Sardegna non vuole e non può essere destinataria di tutti i carichi indesiderati dello Stato centrale - ribadisce il governatore - al contrario, per il pregio del suo paesaggio, del suo ambiente e delle sue tradizioni merita un'attenzione di segno opposto. Il transito delle armi chimiche nei nostri porti avrebbe anche causato un danno all'immagine di una terra che vuole rialzarsi dalle macerie della crisi puntando sulle sue eccellenze turistiche ed agroalimentari - argomenta Cappellacci - É da sottolineare come questo risultato sia figlio di una ribellione della popolazione e di tutte le istituzioni al di là delle fazioni politiche e dei campanili. Uniti - conclude - siamo più forti".

Sindaco S.Ferdinando: “Valutiamo chiudere porto”

''Stiamo valutando di emettere un'ordinanza per chiudere il porto''. Lo ha detto Domenico Madaffari, sindaco di San Ferdinando, il comune in cui ricade il 75% del porto, tutte le banchine. ''Vedrò - ha aggiunto - con i colleghi di Gioia e Rosarno cosa si può fare con molta calma. Voci danno arrivo nave domani''. ''Sarà una lotta - ha aggiunto Madaffari - molto dura. Non possiamo venire a sapere certe notizie dalla stampa. Tra l'altro ho chiesto informazioni all'autorità portuale e mi è stato detto che non sanno niente anche perché oggi gli manca la corrente e non possono neanche vedere eventuali comunicazioni via mail. Siamo intenzionati a mobilitare tutta la popolazione''.

Ministro Lupi replica a sindaco S.Ferdinado: "Porto Gioia Tauro non chiuderà"

"Il porto di Gioia Tauro non chiude", altrimenti "occorre farlo per le operazioni analoghe che vi si svolgono tutto l'anno. Anche in questo preciso momento si sta lavorando" a materiali chimici nello scalo calabrese.

Galati (Fi): “Notizia inaspettata, rammarica disinteresse governo verso amministratori locali e popolazione”

“La scelta, comunicata solo oggi dal governo, di far transitare le armi chimiche della Siria presso il porto di Gioia Tauro, lascia interdetti. Non solo per la notizia in sé, ma per l’assenza totale di informazioni e di indicazioni innanzitutto in merito alla sicurezza. Ci si trova davanti a un fatto compiuto, a subire una azione su un'area i cui amministratori non sono stati avvisati. Rammaricano le modalità della vicenda, il disinteresse verso la popolazione coinvolta, che il governo, in particolare il ministro Bonino, non abbia ritenuto opportuno pianificare un intervento del genere con le istituzioni locali direttamente interessate, fornendo invece rassicurazioni sull’impresa a pochi giorni dal passaggio della nave. Dispiace inoltre che, come sempre, pur trattandosi di una importante e sicuramente nobile iniziativa internazionale, venga utilizzato e scelto il Sud, in questo caso la Calabria, per operazioni pericolose e dunque negative in termini di ripercussioni, di danni all'immagine stessa della regione, e che mai accada il contrario, che cioè siano attivate iniziative che abbiamo un ritorno positivo, che attirino investimenti, decisioni volte a favorire lo sviluppo e la crescita di questa parte del paese che è già in grandissima difficoltà”.

Gran Bretagna sceglie francese Veolia

L'azienda francese Veolia Environnement, specialista nel trattamento di rifiuti pericolosi, è stata scelta dal governo britannico per “procedere alla distruzione di 150 tonnellate di prodotti" provenienti dell'arsenale di armi chimiche della Siria. Lo riferisce la società in una nota.

Contship: “Garantiti requisiti sicurezza”

“Invitiamo quindi tutti alla calma. Le attività nel terminal sono svolte sulla base dei più alti standard di qualità e sicurezza disponibili, frutto di un know-how e di una leadership europea nel settore della movimentazione portuale. Ovviamente si lavorerà in stretta sinergia e con il coinvolgimento di tutte le autorità ed i soggetti aventi un ruolo. Questa operazione rientra nelle attività che tutti i porti del mondo sono soggetti a svolgere, quando è necessario”.

Principe: “Governo, convocare sindaci area per ascoltarne parere”

"Il trasbordo di armi chimiche nel Porto di Gioia Tauro deve essere effettuato nel rispetto delle più rigorose norme di sicurezza. Ciò si rende necessario sia per salvaguardare la salute e l'incolumità delle popolazioni dell'area, sia per evitare rischi di sottrazione di materiale estremamente sensibile sotto il profilo della sicurezza. Chiediamo al Governo di convocare i sindaci dell'area per ascoltarne il responsabile pensiero e di dare, comunque, le più ampie e concrete assicurazioni affinché le operazioni portuali riguardanti il trasferimento di queste sostanze si svolgano nel rispetto di tutte le regole di massima sicurezza. Risultano assordanti  il silenzio del presidente della Giunta regionale e la totale assenza di confronto della Regione con il Governo su questa delicatissima questione".

Portuali: “Quei container non li vogliamo lavorare”

“Quei container non li vogliamo lavorare, possono chiamare i militari se vogliono". E' uno dei tanti pareri espressi dai lavoratori portuali di Gioia Tauro dopo la notizia dell'arrivo nello scalo della nave carica di armi chimiche. "Siamo sempre gli ultimi a sapere - dice un gruista trentenne uscendo dal porto a conclusione del turno - e ancora non sappiamo niente. La sicurezza non ha un prezzo. Ancora non sappiamo niente, staremo a vedere".

Molinari (M5S): “Scelta Gioia Tauro è da irresponsabili”

“La decisione di far transitare nel porto di Gioia Tauro imbarcazioni, tra l'altro prive di doppio scafo, cariche di armi chimiche siriane è di una scelleratezza unica e conferma la superficialità di chi ci governa come il disprezzo nutrito verso i governati, ed i meridionali in particolare. È da irresponsabili mettere a disposizione i nostri porti civili per movimentare pericolosissime sostanze chimiche tossiche potenzialmente idonee a causare un disastro ambientale, in caso di incidenti. Ma ancora più vergognosa è la scelta del porto calabrese, del tutto impreparato e inadeguato a trattare questo materiale micidiale. Le pietose bugie del ministro Lupi, poi, rispecchiano la considerazione che si ha dei cittadini calabresi, trattati alla stregua di poveri selvaggi ed ignoranti con anello al naso e sveglia al collo: trattamento già riservato ai cittadini della Piana in ordine alla pretesa di realizzare un rigassificatore su una pericolosissima zona sismica. E' evidente che il ministro ha un diverso concetto di pericolosità: le navi che arriveranno sono vecchie, poco sicure e non attrezzate per trasportare sostanze come l'iprite, il sarin e il gas nervino VX, vere e proprie armi di distruzioni di massa. Ciò che più ripugna è l'assordante silenzio della politica calabrese, pronta a vendere, come sempre ha fatto, i suoi cittadini per qualche privilegio da spendere in qualche tavolo di concertazione; ma forse gli attuali vertici della politica calabrese (davvero Scopelliti non sapeva niente?) stanno leccandosi le ferite derivanti degli ultimi scandali che hanno bruciato per sempre la loro infima credibilità o forse stanno solo pensando a quale utile ricavare dall'attuale messa in pericolo dei cittadini calabresi. Che diversità di comportamento rispetto al Governatore della Sardegna”.

Messina (Idv): “Vergogna armi chimiche a Gioia Tauro”

"E' una vergogna che le armi chimiche siriane siano stoccate a Gioia Tauro e che l'Italia abbia messo a disposizione dell'operazione il proprio territorio, cosa che non ha fatto nessun altro Paese. La cosa ancora più grave è che il ministro Lupi abbia detto che in due anni tremila container con sostanze della stessa pericolosità siano già stati trattati nel porto di Gioia Tauro. Invece di tranquillizzare quella di Lupi è una denuncia forte. Invitiamo il Governo ad impedire questo sbarco e se vuole collaborare a farlo in altro modo. Tutti gli amministratori devono intervenire, con messi leciti, per impedire che l'operazione sia conclusa". Insieme a Messina ha partecipato al presidio davanti allo scalo il consigliere regionale di Idv Giuseppe Giordano, secondo il quale il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti “sapeva tutto dal 9 gennaio scorso. E questo è ancora più grave del suo silenzio”.

Presidente Provincia Reggio Giuseppe Raffa: "Sono fortemente preoccupato”

“Mi auguro che tale scelta sia stata valutata attentamente sotto il profilo ambientale e sugli eventuali problemi che potrebbe causare al territorio. L'auspicio è che la movimentazione di questo materiale altamente nocivo non rappresenti un rischio per la salute pubblici. Di fronte a tale decisione c'è da chiedersi se l'Arpacal sia stata coinvolta nella valutazione del rischio legato ad eventuali fughe di sostanze tossiche nocive per l'uomo e l'ambiente. Ed ancora: i vertici della Regione e le istituzioni locali sono stati preventivamente avvisati della decisione governativa? A questo punto, nell'interesse dei cittadini, si rende urgente un chiarimento da parte degli organi competenti. Se così non fosse si creerebbe anche un problema di ordine politico - istituzionale sul quale bisogna riflettere”.

Vice presidente, Giovanni Nucera: “Scelte indecorose sulla pelle dei calabresi”

"Mentre il Governo italiano invita al decoro dei comportamenti politici compie le solite scelte coloniali ed indecorose sulla pelle dei calabresi. Cosi ci troveremo improvvisamente proiettati in uno scenario da fantapolitica che potrebbe trasformarsi in apocalittico, se qualcosa dovesse non andare per il verso giusto o per come preventivato, e non sono eventualità tanto remote quando si trattano materiali ad elevatissimo rischio per la salute umana come le armi chimiche e i vari tipi di gas ad uso militare. Mentre tutte le nazioni europee rifiutano la logica di diventare le pattumiere dei vari regimi militari, in una logica di triste continuità con il passato, si continua a pensare alla Calabria come una terra da discarica. Certo questa volta i residui chimici e batteriologici non ce li lasceranno in regalo, come in passato è stato fatto con ogni tipo di scorie e residui, né dobbiamo essere contenti perché c'è chi dice che questo 'è il più importante disarmo degli ultimi anni e i calabresi faranno la loro parte entrando nella storia, ma la Provincia di Reggio Calabria non ha scelto di entrare per questa triste strada nella storia e non vuole assolutamente farne parte. Ma a fare queste scelte sono sempre i soliti padroni romani, che vivono un una logica antimeridionalista continua, nel silenzio e nella connivenza dei principini e faccendieri politici locali, mentre nessun parere è stato chiesto a nessuna istituzione, neanche a quelle deputate alla salvaguardia della salute, che sicuramente dovranno pronunciarsi su questo inquietante atto messo in scena dal Governo Italiano. La Provincia di Reggio e la Calabria intera non meritano di essere trattate come punto di passaggio o di approdo o di scalo anche temporaneo di nessun tipo di armi chimiche e militari, neanche di quelle che arrivano dalla Siria”.

Presidente Scopelliti: "Rischio guerra civile"

“E’ vero che la Calabria può offrire un contributo contro le armi chimiche e per la pace nel mondo ma è anche vero che così facendo si rischia di portare alla guerra civile un territorio. Credo che il Presidente Letta e il Ministro Bonino abbiano delle grandi responsabilità su quanto sta accadendo oggi nella nostra terra in quanto prima di qualsiasi assenso avrebbero dovuto avvertire il bisogno di coinvolgere le istituzioni locali, a iniziare dall’ente Regione, fornendo tutte le garanzie necessarie rispetto a una operazione così delicata. Oggi, anche a seguito dell’annuncio del direttore generale dell’OPAC (l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche) Ahmet Uzumcu, al presidente Letta non rimane altro che convocare immediatamente una riunione tecnica con esperti internazionali e con i vertici istituzionali per dimostrare, di avere elementi di valutazione concreti contro ogni rischio, al fine di evitare ogni sorta di strumentalizzazione. Il governo sappia che la Calabria non accetterà che questa operazione possa mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente”.


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