
Serrastretta - Si è svolta la seconda assemblea promossa dal Comitato no ampliamento discarica di Pianopoli in cui si è discusso del problema dei rifiuti e della gestione delle risorse idriche integrate. Gestione pubblica e partecipata del servizio idrico e del ciclo dei rifiuti, strategia rifiuti zero con politiche mirate alla riduzione dei rifiuti al recupero e al riciclo dei materiali che portino progressivamente alla chiusura di discariche ed inceneritori, questi i temi trattati nel corso dell’incontro che ha visto la partecipazione di cittadini del comprensorio, che hanno colloquiato con il sindaco di Saracena. Il Sindaco Gagliardi ha illustrato come “attraverso semplici passaggi sia potuto arrivare ad un 65% di differenziata nel 2013, alla riduzione dei costi in capo al cittadino, producendo anche un aumento occupazionale, attraverso la creazione di un’azienda speciale in house passando da 3 a 13 unità lavorative”. Un momento di informazione e riflessione, ma anche di protesta civile e civile dissenso per spiegare come quella che ci propongono come una emergenza possa essere superata proponendo un nuovo modello economico, non più legato a logiche di tipo affaristico privatistico, ma a logiche di tutela del bene pubblico attraverso una gestione pubblica e partecipata. “Occorre però, come affermato dal sindaco Gagliardi, una precisa volontà politica e un intenso lavoro di cooperazione e socializzazione, con le amministrazioni che hanno la medesima visone politica e, chiaramente, con tutti i movimenti in lotta per quei beni, servizi e risorse che non possono essere considerati più come merce”.
Presente all’incontro anche il sindaco di Serrastretta, intervenuto all'assemblea proprio in virtù della sua dichiarata ispirazione al “modello Saracena”, ha messo in evidenza alcune criticità: “ad esempio l'ipotesi (per ora) allo studio della realizzazione di un biodigestore anaerobico per la frazione umida dei rifiuti che produrrebbe biogas da utilizzare nella produzione di energia elettrica. A questa soluzione il comitato, attraverso il contributo motivato di alcuni suoi membri,ha espresso la sua ferma contrarietà sostenendo che la frazione umida dei rifiuti deve essere trattata con compostiere il più possibile limitate nelle dimensioni per poter produrre compost di qualità. Altresì il Comitato ha rinnovato la sua proposta al sindaco Molinaro di utilizzare i 200.000 euro che la Daneco dovrebbe versare a titolo di parziale indennizzo per il territorio di competenza su cui insiste la discarica di Pianopoli, esclusivamente per struttura un sistema di raccolta differenziata spinta porta a porta”. L’assemblea si è comunque chiusa con l’impegno da parte di tutti i convenuti di iniziare un percorso di analisi per la valutazione della fattibilità e della totale/parziale esportabilità del modello di gestione presentato, pur nella considerazione della necessità di tenere in considerazione le effettive eventuali differenze tra i territori.
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