
Roma - Il Papa ha rivolto un pensiero al piccolo Nicola (Cocò) Campolongo, bruciato a tre anni nell'auto con il nonno e la compagna di quest'ultimo, probabilmente al termine di una discussione con altri soggetti legati alla criminalità organizzata nell'Alto Jonio cosentino. "Voglio rivolgere - ha detto il Papa all'Angelus - un pensiero a Cocò Campolongo, che a tre anni è stato bruciato in macchina a Cassano allo Jonio, questo accanimento su un bambino così piccolo sembra non avere precedenti nella storia della criminalità". "Preghiamo con Cocò, che di sicuro ora è in cielo con Gesù - ha proseguito il Papa all'Angelus - per le persone che hanno fatto questo reato, perché si pentano e si convertano al Signore".
Le parole di Papa Francesco, con la preghiera verso gli assassini del piccolo Nicola affinchè si pentano e convertano, ricordano quelle pronunciate verso i mafiosi da parte di Giovanni Paolo II nella sua visita in Sicilia nel 1993 quando nella Valle dei Templi tuonò gridando "Convertitevi".
Vescovo Cassano: "Ringraziamo per parole Santo Padre"
"Non posso che unirmi a quanto detto dal Santo Padre. Prima di tutto lo dobbiamo ringraziare per aver ricordato quanto di tragico è accaduto". Lo ha detto il Vescovo di Cassano allo Jonio e segretario della Cei, mons. Nunzio Galantino, riferendosi alle parole di Papa Francesco che ha ricordato il bimbo di tre anni ucciso e bruciato. "Le sue parole - ha aggiunto - aumentano anche le nostre responsabilità ed è un invito ad essere più vigili, attenti e coerenti nella nostra vita di uomini e credenti".
Sindaco Cassano: "Siamo più forti con parole del Papa"
"Non posso che sentirmi più forte dopo la preghiera del Santo Padre che ha invitato a pregare per Cassano e per il piccolo Cocò". Lo ha detto il sindaco di Cassano allo Jonio, Gianni Papasso, dopo le parole di Papa Francesco. "Invito la città - ha aggiunto - a essere impegnata per combattere ogni forma di violenza e per difendere i principi della legalità. Il sacrificio di Cocò dovrà rappresentare una continua mobilitazione contro la 'ndrangheta e contro ogni forma di criminalità. Dovrà rappresentare la difesa dell'infanzia e quindi dei bambini".
Genitori di Cocò dal carcere fanno sapere di essere "commossi" da parole Papa per il loro figlio
Dal carcere in cui sono rinchiusi per reati legati allo spaccio di droga, si dicono "commossi" per le parole di Papa Francesco i genitori del piccolo Nicola. Domani Antonia Iannicelli e Nicola Campolongo incontreranno in carcere il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, al quale consegneranno una lettera di "ringraziamento per il Papa - ha detto Corbelli - che consegnerò io stesso in Vaticano". La zia di Cocò, Simona Iannicelli, ha ringraziato Papa Francesco. "Siamo grati al Santo Padre - ha detto Simona Iannicelli - per quello che ha detto e per le preghiere per il nostro piccolo angelo Cocò". Simona, da alcuni giorni, si trova in una casa protetta con le due sorelline di Nicola ed i suoi figli. I bambini sono stati trasferiti su disposizione del tribunale dei minorenni di Catanzaro per motivi di sicurezza.
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