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Roma - Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano e il capo della Polizia, Alessandro Pansa, hanno firmato un protocollo d'intesa con il Garante per l'Infanzia, Vincenzo Spadafora, per promuovere il rispetto della Convenzione Onu sui diritti dell'Infanzia e dell'adolescenza. Interventi di formazione per i poliziotti su come rapportarsi a bambini e ragazzi e tutelare i diritti dell'infanzia; procedure uguali in tutta Italia per gli interventi che coinvolgono un minore come vittima, autore o testimone di un reato; analisi dei dati sui fenomeni più critici dai minori non accompagnati immigrati al bullismo; incontri sull'educazione alla legalità e al rapporto con il web. Un accordo che Alfano ha dedicato a Coco', il piccolo di tre anni ucciso e bruciato il Calabria dieci giorni fa, e il cui scopo è che fatti come questo "non si verifichino più". "Il protocollo rappresenta - ha spiegato il prefetto Pansa presentando l'iniziativa alla Scuola Superiore di Polizia - un percorso di crescita che viene da lontano", dal corpo di polizia femminile, che spesso si relazionava ai minori con "un approccio valido dal punti di vista emotivo, ma non organizzativo" all'istituzione degli uffici per minori nelle questure, nel '96, e presso le squadre mobili, due anni dopo. "Ci siamo attrezzati - ha sottolineato Pansa - di fronte alle istanze che vengono dai fatti cronaca, organizzandoci coi nostri mezzi o appoggiandoci ad altre istituzioni. Ora mettiamo a disposizione tutti i nostri strumenti. E questo protocollo serve a rendere sempre più adeguato il nostro bagaglio di conoscenze e il nostro intervento a favore dei minori più efficiente". Presentando le linee guida del protocollo, il vice capo della Polizia Francesco Cirillo, ha spiegato che la Polizia ha messo a punto un percorso formativo per tutti i suoi uomini e procedure uguali in tutta Italia partendo dalla pratiche migliori: "In occasione della triste vicenda di Cittadella - ha detto Cirillo - ci accorgemmo che le forze di polizia non erano abbastanza informate sulle modalità di intervento in questi casi". L'obiettivo, ha detto anche Spadafora, è "rendere le buone prassi procedure omogenee sul territorio", e - rivolgendosi al vicepremier Alfano - ha chiesto "un'attenzione regolare e continuativa e non solo emergenziale, attraverso un coordinamento delle forze che si occupano di infanzia e adolescenza”.

REAZIONI

Appello detenuti: “Scarcerate mamma Cocò"

Franco Corbelli, del movimento Diritti Civili, ha incontrato in carcere la mamma e il papà del piccolo Cocò, il bambino di 3 anni ucciso insieme al nonno ed alla compagna di quest'ultimo ed i cui cadaveri sono stati poi bruciati dentro un'auto a Cassano allo Ionio. E' stato, è scritto in una nota, ''un incontro particolarmente commovente''. Antonia Iannicelli e Nicola Campolongo, prosegue la nota, ''hanno abbracciato e ringraziato Corbelli per tutto quello che sta facendo da oltre un anno per aiutarli e gli hanno consegnato una lettera di ringraziamento al Papa per quello che il Pontefice ha detto domenica durante l'Angelus''. Oggi, intanto, le detenute e i detenuti del carcere di Castrovillari, è scritto nella nota di Diritti civili, ''hanno promosso una clamorosa e significativa iniziativa di solidarietà: con una lettera appello indirizzata a Corbelli hanno chiesto la immediata scarcerazione della mamma del piccolo Cocò. 'Fatela ritornare dalle sue due bambine - hanno scritto detenute e detenuti - ci rivolgiamo a lei dott. Corbelli che sta conducendo questa battaglia di giustizia, civiltà e umanità. Continui ad aiutare questa sfortunata mamma'". Stamani, intanto, ha reso noto Corbelli, l'avvocato della donna ha presentato una istanza urgente anche al giudice di sorveglianza del Tribunale dei minori di Catanzaro. ''Tra oggi e domani - ha concluso Corbelli - la mamma del piccolo Cocò dovrebbe lasciare il carcere per andare ai domiciliari nella casa famiglia dove sono ospitate le sue due bambine insieme ai tre cuginetti, alla zia Simona, allo zio minore Giuseppe Iannicelli e all'altro zio Roberto Pavone, che venerdì pomeriggio ho incontrato”.

Giordano: “Seduta in Consiglio su stato minori”

"La richiesta di programmare una seduta straordinaria dell'assise regionale avanzata attraverso una lettera aperta al Presidente del consiglio regionale Francesco Talarico, da parte di esponenti di organismi che si occupano da anni delle problematiche minorili della nostra regione è pienamente condivisibile,in particolar modo se può rappresentare l'occasione per una riflessione sul disagio minorile''. Lo afferma il consigliere regionale Giuseppe Giordano. ''L'atto criminale che ha visto perire il povero Cocò - prosegue - sia l'occasione per la classe dirigente regionale di valutare quanto è stato fatto finora da parte delle istituzioni e della società calabrese nel 'garantire una reale protezione sociale e giuridica dei bambini che vivono in situazioni di rischio' come ricorda la lettera aperta. I promotori dell'iniziativa sottolineano giustamente come l'evento non diventi semplicemente una passerella, ma tenti, attraverso il contributo di tutti, di attivare un percorso virtuoso che da un lato individui le carenze di questi anni, dall'altro determini l'impegno del governo regionale a porre la giusta attenzione ad una delle criticità che caratterizzano il territorio calabrese. Ciò che si chiede è una nuova programmazione sul fronte delle politiche sociali che preveda una riorganizzazione dei servizi e maggiori investimenti finanziari che negli ultimi anni sono mancati con un fondo regionale delle politiche sociali che continua a ridimensionarsi in modo preoccupante''. ''Quanti Cocò - conclude Giordano - vivono nella nostra martoriata regione, non ancora uccisi ma vittime di violenze e abbandoni quotidiani. Conoscendo la sensibilità del Presidente del Consiglio regionale sono convinto che riscontrerà positivamente la richiesta di una seduta consiliare straordinaria dedicata al tema della protezione sociale dell'infanzia e dell'adolescenza".

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