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Catanzaro - Hanno trascorso la prima notte a casa i due operai rapiti in Libia lo scorso 17 gennaio e rientrati in Italia ieri. Scalise e Gallo hanno trascorso con i loro familiari la prima notte a casa dopo la liberazione. Nei due comuni del catanzarese c'è aria di grande commozione e di pace per il rientro dei due operai. "Siamo felicissimi - affermano i familiari di Scalise - perché abbiamo riabbracciato nostro padre. Ora sta dormendo. Ieri sera quando è arrivato era distrutto". Intanto sia a Pianopoli che a Feroleto Antico si sta pensando di organizzare una festa per salutare il rientro dei due operai. I parroci dei due comuni sin da stamane hanno invitato tutti a pregare per "ringraziare il signore che ci ha restituito i nostri concittadini".

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"Siamo stati chiusi in una stanza e siamo stati trattati bene". Questo è il primo racconto di Francesco Scalise e Luciano Gallo circa il periodo del loro rapimento in Libia. Riferendo alcuni particolari di quanto accaduto in Libia, Scalise ha affermato che "dopo il rapimento siamo stati portati in un bosco e credo che in quella circostanza siamo stati venduti. Poi siamo stati rinchiusi in una stanza ma siamo stati trattati bene. Ci davano da mangiare con cibo in scatolette. Certo abbiamo avuto paura di morire perchè non riuscivamo a capire cosa stesse accadendo. Poi ieri siamo stati liberati". Anche Gallo conferma che durante il rapimento "siamo stati trattati bene. Ci hanno tenuto in una stanza e non ci dicevano nulla di quanto stava accadendo". "Ringraziamo il ministero degli Esteri e quanti hanno lavorato per la nostra liberazione – hanno aggiunto - vogliamo rivolgere inoltre un ringraziamento a tutta l'Italia per la vicinanza e per la solidarietà espressa alle nostre famiglie".

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