
Vibo Valentia, 5 luglio - Una scossa di terremoto di magnitudo 2.7 è stata rilevata, alle 4.59, di stamani dalla rete sismica nazionale dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Il sisma ha avuto una profondità di circa 49,2 chilometri con epicentro in mare a pochi chilometri dalla costa tirrenica calabrese nelle vicinanze dei comuni di Briatico, Cessaniti, Zambrone, Tropea, Parghelia, Vibo Valentia, Pizzo. Dalle verifiche effettuate non risultano danni a cose e persone.
Intanto in un solo anno, dal primo ottobre 2010 al 31 ottobre 2011, sono stati oltre 2.000 gli eventi sismici di magnitudo locale maggiore o uguale a 2, distribuiti lungo l'arco appenninico e, in minor misura, lungo quello alpino. Questo quanto emerge dall'Annuario dei dati ambientali 2011 presentato oggi a Roma dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), in cui si fa presente che la "maggiore frequenza" dei terremoti "si riscontra in territorio calabrese, abruzzese e siciliano". Le aree maggiormente interessate da alta pericolosità sismica in Italia, spiega infatti il report frutto del lavoro delle Agenzie ambientali, sono quelle "localizzate nel settore friulano e lungo la dorsale appenninica centro-meridionale", in particolare "lungo il margine calabro tirrenico e in Sicilia orientale". In queste zone si sono verificati "i più forti terremoti storici italiani, alcuni dei quali hanno raggiunto magnitudo maggiori di 7 (Calabria, Sicilia orientale e arco appenninico centro-meridionale) e intorno a 6,5 lungo tutta la catena appenninica e le Alpi orientali".
© RIPRODUZIONE RISERVATA