
Roma - L'impegno per la legalità è un "impegno personale" per mons. Nunzio Galantino, vescovo di Cassano allo Jonio e di recente nominato segretario generale della Cei. "Penso capiti spesso che, con tutto l'apprezzamento che si possa e si debba avere per i "modelli di vita", alcuni si riducano nella propria vita a ricopiare comportamenti e a replicare scelte, semmai scimmiottandole! Capita ad alcuni di stare bene nei panni dei "replicanti" - dichiara mons. Galantino - a me questo non è capitato o comunque ho cercato di non farlo! Lo spartito della mia vita ho cercato sempre di scriverlo e riscriverlo sotto la spinta delle tante, belle e, qualche volta, faticose esperienze che il buon Dio metteva sulla mia strada". "Torno sulla mia esperienza di parroco e di guida dell'Associazione volontari Emmanuel di Cerignola. Vedo di essermi impegnato, con altri, in ambiti che prima non avrei mai immaginato potessero "prendermi" tanto. Mi riferisco, ad esempio, all'attenzione verso le varie forme di dipendenza (droga, alcol, gioco d'azzardo), all'accoglienza degli immigrati, alla cura per la formazione umana e culturale, soprattutto di quanti non potevano contare su famiglie attente e partecipi.
Se poi si aggiunge la bella esperienza fatta, grazie all'amicizia con don Luigi Ciotti, a favore della legalità e per la cura di qualche bene confiscato, beh, allora penso si capisca perché non potevo avere "uno spartito da interpretare". Quando si ha a che fare con la povertà, tutti gli schemi saltano". L'intervista tocca i diversi temi sul tappeto dell'attualità religiosa: la riforma dello Statuto della Cei ("Più consultazione, più dialogo"), la formazione del clero, l'otto per mille. E l'impegno per la legalità ("Parla con uno che si è sforzato di fare della lotta per la legalità una battaglia personale. Anche la Cei nel suo complesso... si sta impegnando in particolare per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie. Oltre, naturalmente, a tutta l'opera di formazione, ascolto e dialogo").
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