
Cosenza - Marco Cappato, leader dell’Associazione Luca Coscioni, ha manifestato davanti alla sede del Consiglio regionale calabrese, a Reggio Calabria, per sostenere Cristian Filippo, un giovane di 24 anni di Paola (Cosenza) arrestato nel 2019 e finito sotto processo per coltivazione di sostanza stupefacente, poiché trovato in possesso di alcune piantine di cannabis. Il giovane però è affetto da fibromialgia.
“Patologia che provoca dolori lancinanti. In regolare possesso di una prescrizione medica, - dice Cappato - Filippo si è visto negare dalla sanità regionale la sua medicina poiché non prevista dal sistema locale. Il giovane ha quindi deciso di coltivare due piante in casa: una scelta obbligata, spinta anche dalla volontà di non rivolgersi al mercato nero, che lo porta oggi a rischiare fino a sei anni di carcere”.
"L’impossibilità di accedere liberamente e gratuitamente alla cannabis terapeutica è una violenza istituzionale”, ha detto Cappato, che ha precisato che solo tre regioni italiane ancora non riconoscono la cannabis terapeutica come antidolorifico. Si tratta di Valle d’Aosta, Molise e Calabria, che non hanno un decreto regionale per recepire le direttive del Ministero della Salute, che prevedono invece la possibilità di curarsi con questo tipo di terapia.
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