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Riace - "Dopo ieri credo nella giustizia, non nella illegalità nella giustizia sì". Lo ha detto Domenico Lucano poco prima di partecipare alla manifestazione in programma oggi a Riace in sua solidarietà, parlando al fianco del candidato presidente della Regione Calabria Luigi de Magistris, che la sua lista sostiene.

"La cosa che fa più male - ha aggiunto - è pensare che le persone possano avere dei dubbi su di me. Non ho paura della pena, che tutti hanno definito abnorme e non giustificabile ma pensare che la gente possa avere dubbi su di me perché ho passato tutta la vita a rincorrere riscatti ideali, ho dato me stesso trascurando tutto, è stata per me come una come corsa. Questi dubbi mi fanno male nell'anima. Non ho fatto questo per un secondo fine e lo dice anche l'accusa. Non ho ammazzato nessuno. Sono orgoglioso che nel 2018 mi hanno dato il premio alla memoria di Peppino Impastato a Cinisi. Il mio comportamento come sindaco, come cittadino impegnato in un territorio difficilissimo e completamente antitetico con il messaggio culturale e politico alle mafie che è il vero sistema che opprime i nostri territori che non lascia spazio per il futuro, che non lascia speranze. Io mi sono speso fino in fondo. Il mio mandante è stato Peppe Valarioti, Peppino Impastato e Rocco Gatto. Noi vogliamo portare un messaggio di speranza per la nostra terra e di liberazione. Rifarei tutto quello che ho fatto".

La tensione accumulata da ieri e l'emozione per la solidarietà ricevuta fanno sciogliere Domenico Lucano in un pianto dirotto. Nel corso dell'iniziativa che si è svolta nel pomeriggio a Riace per testimoniare all'ex sindaco la solidarietà di tante persone, "Mimmo" - come tutti lo chiamano - è scoppiato a piangere al termine del suo intervento. Un intervento pacato nel tono della voce ma nel quale ha lasciato trasparire l'amarezza, ma anche la rabbia per la condanna a 13 anni e 2 mesi inflittagli ieri dal Tribunale di Locri. In tanti hanno raccolto l'invito degli organizzatori e si sono presentati a Riace per "stringere" Lucano in un abbraccio dopo le solidarietà ricevute via social e le dichiarazioni di tanti politici. Gente proveniente da ogni parte della Calabria ha voluto essere a Riace per dire "Siamo tutti Mimmo Lucano", come era scritto su uno striscione. "L'umanità non si arresta" e "Orgogliosamente complici di Mimmo", è scritto su altri due. Almeno 5-600 persone hanno partecipato all'iniziativa, iniziata e conclusa con lo spettacolo "Riace Social Blues", realizzato dal giornalista Enrico Fierro e da Cosimo Damiano Damato con incursioni musicali afro-blues di Baba e Djana Sissoko, nel quale lo stesso Lucano è protagonista. Nel mezzo l'intervento dell'ex sindaco di Riace che ha ribadito la sorpresa per la condanna riaffermando di avere portato avanti, con il "modello Riace" nient'altro che i suoi ideali di solidarietà verso tutti coloro che negli anni sono arrivati a Riace in fuga dalle guerre e dalla povertà. Parole spesso interrotte dagli applausi scrocianti dei partecipanti. Ed alla fine la commozione. Concluso l'intervento, Lucano si è portato una mano sugli occhi, scoppiando a piangere, consolato dalle persone a lui vicine che lo hanno abbracciato.

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