
Lamezia Terme - Un momento carico d’emozione e di significato per l’intera comunità lametina la commemorazione nel 35esimo anniversario dalla tragica scomparsa di Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano, i due netturbini barbaramente trucidati da mano mafiosa nel rione Miraglia, vittime innocenti di ‘ndrangheta uccise nell’adempimento del proprio dovere, la cui morte rimane ancora senza giustizia, senza il nome e il volto di un vero colpevole.
VIDEO
A ricordarli, accanto ai familiari, dopo la deposizione della corona d’alloro presso la stele a loro dedicata, i rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze dell’Ordine, delle associazioni impegnate sul territorio – come Fondazione Trame, ALA, Progetto Sud, Per Te – e molti gruppi scout cittadini già coinvolti in una messa celebrata per commemorare tutte le vittime innocenti di ‘ndrangheta lametine, cui la giornata di oggi, per iniziativa di Trame e ALA, è stata dedicata.

“Legalità non è ciò che si proclama a parole, ma ciò che si fa tutti i giorni”, ha sottolineato il sindaco Murone, “Purtroppo, rispetto agli eventi che oggi ricordiamo, non possiamo dire che la legalità sia stata affermata. La Legge penale, infatti, in casi come questo, prevede la punizione dei colpevoli, e dunque, per quanto lo Stato sia oggi più forte, non ha ancora adempiuto al suo compito. Per questo dobbiamo continuare a impegnarci, perché giustizia sia fatta, e perché episodi come questo non si ripetano mai più”.

Un impegno amplificato dall’intervento di Maria Teresa Morano, in rappresentanza di ALA e Trame: “Due anni fa abbiamo sostenuto le famiglie Tramonte e Cristiano nella presentazione di un esposto per la riapertura delle indagini sul caso, ad oggi senza nessun riscontro”, dichiara, “Tanto che oggi celebriamo questa giornata senza la certezza di appartenere ad uno stato di diritto. Per questo dobbiamo farci carico tutti di questa richiesta di giustizia, per tutte le vittime, e le chiedo come sindaco di assumere se possibile questo impegno, per le famiglie e la città tutta”. Incentrato sulla prevenzione e sul monito della giornata per le nuove generazioni, il discorso dell’assessore alla Cultura Annalisa Spinelli, la quale ha auspicato che eventi come questo generino “disprezzo per la ‘ndrangheta e per tutte le forme di malaffare”.

Ha dedicato invece questa giornata a sua madre, recentemente scomparsa, Stefania Tramonte, figlia di Francesco, ringraziandola “per aver cresciuto tre figli, sempre nel rispetto delle regole, in una situazione non facile. Dedico inoltre questo momento – ha aggiunto – a tutte le anime belle di quanti ricordano, come la signora che si occupa di portare acqua ai fiori sotto la stele. Ci dicono che per sapere la verità dobbiamo aspettare le confessioni dei pentiti, ma noi vorremmo qualcosa di più: vorremmo giustizia”.
Giulia De Sensi

