Salta al contenuto principale

cgil-2024-10-30-alle-13.43.41_c58f6.jpg

Catanzaro - Sono scesi in piazza anche a Catanzaro i pensionati calabresi della Cgil per una manifestazione di protesta contro l'annunciata rivalutazione di 3 euro al mese delle pensioni minime contenuta nella legge di bilancio. La mobilitazione è stata promossa da Spi Cgil Calabria e rientra in una più ampia iniziativa nazionale organizzata dal sindacato tra il 28 e il 31 ottobre, che coinvolge tutte le regioni italiane per esprimere un netto dissenso contro la manovra finanziaria 2025. "L’obiettivo di oggi - ha dichiarato il segretario generale dello Spi Calabria Carmelo Gullì - è quello di sollecitare il Governo a intervenire seriamente sui bisogni dei pensionati e delle pensionate, ma soprattutto di tutti i cittadini italiani. Oggi i pensionati sono considerati dal Governo un bancomat, da cui prelevare tutto il possibile, offrendo in cambio un aumento di soli 3 euro al mese per le pensioni minime. Mancano i servizi necessari per consentire alle famiglie di avere un luogo dove lasciare i bambini, dato che nel settore pubblico non c’è nulla di adeguato, e il settore privato non è accessibile a tutti. Se aumentano le disuguaglianze e non si garantisce più il servizio sanitario nazionale, le persone si troveranno a scegliere se comprare un pezzo di pane o fare una visita specialistica per curarsi. Non si può mettere la gente nelle condizioni di scegliere come morire - sottolinea Gullì -. La gente deve vivere, e vivere bene. Chiediamo alla Regione Calabria il finanziamento della legge sull’invecchiamento attivo, perché questa è una risposta che dobbiamo ai pensionati calabresi". Parole rilanciate con forza dal neoeletto segretario generale della Cgil Gianfranco Trotta.

cgil-2024-10-30-alle-13.43.48_56c93.jpg

"Siamo qui oggi - ha dichiarato il successore di Angelo Sposato - per dire no a una legge di bilancio che prevede pochissime risorse, come nel caso dei pensionati, per cui è stato previsto un aumento di appena 3 euro, quando è certificato che pensioni e stipendi hanno perso il 19% del loro potere d’acquisto a causa dell’inflazione. Oggi protestiamo contro la scarsa attenzione del governo verso questa categoria che deve essere una risorsa per questo Paese, non un costo. Hanno contribuito a costruire l’Italia e ora il Paese deve dimostrarsi riconoscente. Dobbiamo garantire loro condizioni adeguate: hanno diritto alla salute e, qui in Calabria, affrontano enormi difficoltà nel poterlo esigere", conclude Trotta. Presente in piazza anche Francesco Palaia del dipartimento organizzazione di Spi nazionale: "Chiediamo un confronto vero con il governo - ha dichiarato - perché questa manovra di bilancio come al solito tratta lavoratori dipendenti e pensionati come un salvadanaio cui attingere in momenti di necessità. Non va bene. Tre euro al mese non sono una rivalutazione, ma un’elemosina".

B. M.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.