
Lamezia Terme - Organizzato dal Comitato Lametino per l'acqua pubblica, il presidio su corso Giovanni Nicotera vuole essere una risposta alle problematiche emerse nel corso del 2016 rispetto al problema dell'acqua pubblica. Al centro del dibattito l'esigenza di una gestione della risorsa idrica interamente pubblica e la riduzione della portata idrica da parte di Sorical ritenuta '' illegittima e illegale''. Quindi il riferimento al controverso compromesso, definito come ''svendita'', tra Sorical e Comune di Lamezia Terme, avvenuto dopo il ricorso al TAR durante la giunta Speranza, compromesso senza il quale la lotta del Comitato sarebbe forse stata più semplice.
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“La Sorical - dice il portavoce del Comitato Gennaro Montuoro - è un soggetto in liquidazione e non dovrebbe avere voce in capitolo nel tartassare cittadini e Comuni”. Ricevuti anche dalla giunta Mascaro a inizio mandato - senza nessun pregiudizio ideologico vista l'importanza della tematica - i membri del comitato avrebbero espresso l'esigenza di creare un ''Tavolo Tecnico di Ripubblicizzazione'' per la creazione di un'azienda pubblica partecipata che sostituisse o rimodulasse la Multiservizi.
“Ma ad oggi - continua Montuoro - non c'è stato nessun seguito. Anzi, la questione inerente il nuovo riassetto e i rivolgimenti interni alla dirigenza della Multiservizi avvenuti durante il 2016 ci lasciano perplessi”. Vengono citate, anche nel volantino diffuso, le scelte coraggiose di comuni come Napoli, Riace e Saracena, delle quali il Comitato propone di seguire le orme in materia di acqua pubblica. Ma a quanto pare, nonostante un referendum e 10 anni di lotta, la strada è ancora lunga.
Giulia De Sensi



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