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Reggio Calabria- "Abbiamo assistito a proclami trionfali sulla fine del commissariamento" della sanità in Calabria, "eppure oggi si vieta a una consigliera regionale, e componente della Commissione Sanità, di esaminare i documenti che hanno sancito questo passaggio. Diventa inevitabile il sospetto che, dopo il cedimento sulle pre-intese dell'autonomia differenziata, il presidente Occhiuto abbia concesso un altro favore al Governo Meloni. Forse la Regione ha accettato di farsi carico di una sanità gravata da un passivo economico talmente pesante da imporre il segreto sui dossier istruttori". Lo dichiara, in una nota, la consigliera regionale di Casa Riformista-Italia Viva, Filomena Greco, "dopo il deposito del ricorso formale presso la Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi".

Nella nota è specificato che Greco "contesta il diniego parziale applicato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri all'istanza del 12 luglio scorso. A fronte della richiesta di ottenere la delibera del Consiglio dei ministri del 22 aprile e tutti i relativi atti propedeutici, Palazzo Chigi ha trasmesso solo la deliberazione, la nota di trasmissione ai magistrati contabili e due attestazioni di seduta, escludendo la parte più corposa e dirimente dei documenti, con la motivazione che l'istanza fosse troppo estesa e generica".

Con il ricorso all'organo governativo di garanzia, la consigliera regionale chiede "l'annullamento del diniego parziale e l'immediata consegna di tutti i carteggi. L'attività di vigilanza di un consigliere regionale non può essere elusa o trattata come un elemento di disturbo burocratico. È in gioco il diritto dei cittadini di conoscere su quali basi contabili e giuridiche venga governata la salute pubblica in Calabria. Se l'operazione è limpida, le carte vengano esibite subito. Se invece i fascicoli nascondono prescrizioni severe o criticità finanziarie taciute all'opinione pubblica, è urgente che l'Assemblea legislativa ne sia informata. Non accetteremo una transizione gestita come un successo, ma sottratta alla trasparenza degli atti", conclude Greco

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