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 Soverato - La sessione mattutina dei workshop si è conclusa con uno degli incontri più stimolanti dell’intera edizione di e-Labora 2013. L’argomento è di stringente attualità. L’Europa bussa alle porte ed ha deciso di elevare la disoccupazione giovanile ad emergenza. La misura “Garanzia giovani” chiama l’Italia ad un appuntamento a breve termine. Si deve iniziare nel prossimo mese di gennaio e si gioca una sfida tanto importante quanto difficile. La preoccupazione, il pathos ed i dubbi degli addetti ai lavori la dicono lunga sulle nuove consapevolezze. Gli errori commessi in passato devono aiutare ad approntare metodi e sistemi nuovi. Non si può correre il rischio di fare un buco nell’acqua, non si possono lasciare i giovani senza risposte e, soprattutto, i soldi, tanti soldi che arriveranno, non devono tornare indietro.

Il moderatore di questo incontro non è stato scelto a caso. Chi meglio di Romano Benini, attualmente componente della Struttura di Missione del Ministero del Lavoro, poteva reggere le redini di una discussione su un tema tanto delicato. Ed è lui a chiarire subito che l’intervento pensato dall’Unione europea, denominato “Garanzia giovani”, non  si prefigge di fornire soluzioni in tema di disoccupazione. L’intenzione è quella di fronteggiare l’inoccupazione.  In buona sostanza si rivolge ai giovani che subiscono un deficit di attivazione. “Prendiamo come esempio l’attività di job matching posta in essere nel contesto di e-Labora da Monster Italia: su 500 registrati solo 300 si sono presentati”. Benini individua in questo stimolo all’attivazione la variabile più importante del risultato occupazionale che si vuole raggiungere.

A suo avviso negli anni passati è stata compiuta una scelta sbagliata. “Più di 9 miliardi del Fondo sociale europeo sono stati dirottati per pagare gli ammortizzatori sociali”, questo è servito solo per aumentare il tasso della disoccupazione giovanile. Saranno circa 400.000 mila i giovani che beneficeranno di questa misura e, da più parti, si indica il tirocinio come strumento più efficace di intervento in combinato disposto con gli interventi regionali in programmazione per l’arco temporale 2014-2020. Un altro punto fermo è che si parte dalle scuole per una nuova stagione di occupabilità che deve necessariamente passare anche per i Centri per l’impiego. Ed è sulla necessità di rafforzare questo importante presidio che si è concentrato l’intervento di Paola Izzo responsabile del programma Pot Italia Lavoro,la quale ha evidenziato come i Cpi costituiscano l’unica garanzia di imparzialità, trasparenza effettiva e possibilità di accesso indifferenziato. Dalla relazione dell’esperta di Italia Lavoro è venuta fuori una riflessione importante che aiuta a spostare gli orizzonti della questione della disoccupazione giovanile, meglio inquadrata in un’ottica non più solo italiana ma europea.

“Garanzia giovani rappresenta una grande occasione perché arriveranno molti soldi ma occorre andare ad individuare le reali criticità, altrimenti rischiamo di sbagliare gli interventi”. Monica Becatelli, Responsabile del Centro per l’impiego di Poggibonsi in provincia di Siena, ha proposto il modello di tirocinio che si intende implementare in un futuro prossimo proponendo un confronto altamente stimolante per i presenti. L’argomento dei Neet, vale a dire i giovani che si trovano ai margini del lavoro e della formazione perché in uno stato tale di sconforto e sfiducia che li induce a non attivarsi per cercare lavoro, è stato affrontato da Luigi Novellis, dirigente del Settore Mercato del lavoro della provincia di Cosenza, il quale ha puntualizzato una volta per tutte che i Centri per l’impiego non creano lavoro, il loro compito è quello di facilitare la ricerca di un’occupazione, con tutti i mezzi già a disposizione ma che per una cronica mancanza  di stanziamenti non si possono sfruttare al meglio. Piergiorgio Tropiano, Responsabile territoriale Calabria Area Os Italia Lavoro, ha aggiunto un dato sui c.d. NEET: “Centoottantaseimila sono in Calabria. Uno su tre. Ce li abbiamo in famiglia”, fissando l’obiettivo della riattivazione di questo esercito di giovani a digiuno di lavoro. 

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