
Catanzaro - "La sicurezza nei luoghi di lavoro richiede un impegno condiviso, che vada oltre il rispetto degli obblighi normativi e si traduca in una reale cultura della prevenzione". È questa la posizione che Confartigianato imprese Catanzaro ha ribadito, con il presidente William D'Iuorno, nel corso della riunione dell'Osservatorio provinciale sugli infortuni sul lavoro, che si è svolta in Prefettura ed è stata presieduta dal prefetto Clemente Di Nuzzo.
All'incontro hanno preso parte i rappresentanti delle istituzioni competenti, degli organismi di vigilanza, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria e delle parti sociali, per un confronto sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e sulle iniziative da mettere in campo per rafforzare le attività di prevenzione.
"Non può bastare la repressione. In questo ambito serve una vera rivoluzione culturale e sociale, da costruire attraverso la formazione e azioni capaci di incidere sul modo di pensare e sulle scelte quotidiane dei datori di lavoro, così come sulla percezione del rischio da parte dei lavoratori. La sicurezza deve diventare una consapevolezza condivisa e un elemento imprescindibile dell'organizzazione del lavoro. Per questo è importante individuare anche canali e strumenti finanziari che possano incentivare le aziende a investire concretamente in questo settore", ha dichiarato D'Iuorno.
Per Confartigianato Catanzaro "la prevenzione non può essere considerata un semplice adempimento burocratico né un costo da sostenere, ma un investimento sulla qualità del lavoro, sulla tutela delle persone e sulla competitività delle imprese. In particolare nell'edilizia, comparto nel quale l'esposizione ai rischi rende ancora più importante la diffusione di una cultura della sicurezza concreta e quotidiana".
"L'obiettivo è contribuire a costruire un sistema in cui formazione, informazione, controlli e incentivi possano procedere insieme, affinché la tutela della salute e della vita dei lavoratori diventi una priorità effettiva per tutto il mondo produttivo", conclude D'Iuorno.
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