
Lamezia Terme - Sono stati nominati 200 nuovi ministri straordinari dell'Eucaristia dal vescovo Luigi Cantafora nel corso della concelebrazione eucaristica della solennità del Corpus Domini. “Ciò che celebriamo è antico quanto il cristianesimo, e costituisce il più grande dei miracoli - ha detto il vescovo Luigi Cantafora al termine della processione - anche noi cristiani siamo poveri uomini, piccoli come dei chicchi di grano, ma nel cuore abita la certezza che l’amore di Dio è la vittoria che vince la morte, la violenza, il dolore. Professare questa fede significa seminare nella storia, l’unità e la pace, il perdono e la giustizia, l’amore e la solidarietà. Passare per le vie di questa città, significa aver abbracciato la vita che in esse si svolge. E mentre camminiamo, il Signore ci introduce nella vita vera. Allora come il pane e il vino vengono trasformati nel Corpo e Sangue del Signore, così anche la nostra vita, con le sue gioie e i suoi dolori, rinasce a una speranza nuova, a una speranza certa, a una speranza affidabile”.
Nell'omelia, il presule si è soffermato sul valore dell'adorazione eucaristica e sulla centralità nella vita del cristiano della Santa Messa, per cui “non è corretto dire che “andiamo a sentirci la messa”, come se andassimo a teatro o a “prenderci la comunione”, come si prende un caffè. Quando “partecipiamo alla Messa”, noi partecipiamo al mistero di Cristo che è dono d’amore per noi. Nell’Eucaristia ci nutriamo del corpo e del sangue di Gesù nelle specie del pane e del vino.”Rivolgendosi ai nuovi ministri straordinari della Comunione, il vescovo Cantafora li ha esortati a essere “uomini e donne nostri fratelli che si impegnano ad essere testimoni dell’Eucaristia, ad essere “cristofori”, portatori di Cristo a coloro che soffrono” invitando a pregare per loro “perché nutrendosi dell’Eucaristia e nell’adorazione di tale mistero giungano a donare la loro vita, il loro tempo, la loro disponibilità per gli altri e per il bene della Chiesa.”Il Vescovo di Lamezia ha fatto riferimento al tema del pane “una questione sociale di importanza e urgenza mondiale” che “rischia diventare un tema da vetrina, se non ci lasciamo scomodare dai bisogni reali dell’umanità. Abbiamo bisogno della parola di Dio che ci istruisca su come rapportarci con il pane affinché sia davvero nutriente, per sé e per tutti. Possiamo ampliare lo sguardo e giungere a dire che dobbiamo imparare a mangiare il pane dentro le nostre stesse parole umane, perché il pane che sazia è quello condiviso nella bellezza delle relazioni, rese possibili da parole vere, giuste, miti, ospitali”.


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