
Lamezia Terme - Una rappresentanza di studenti degli Istituti superiori di Lamezia si sono recati sotto la sede del Municipio di via Perugini per protestare contro il sindaco e chiedere un'ordinanza finalizzata a posticipare il rientro fra i banchi. Alla base della protesta, l'ondata di positivi al Covid, soprattutto tra i giovani, che sta caratterizzando la città di Lamezia in questo particolare momento storico della pandemia. Ad incontrare il primo cittadino i rappresentanti dei vari Istituti e delle Consulte, mentre la quasi totalità dei loro colleghi è rimasta a casa proprio su invito degli stessi rappresentanti del movimento studentesco. Mancanza delle "minime condizioni di sicurezza" e aumento "dei contagi anche tra il personale docente e non in molte scuole", alla base dell'astensione. La delegazione, una ventina di studenti è stata ricevuta all’interno dell’Aula consiliare dal sindaco Paolo Mascaro. Presenti, anche il presidente del Consiglio comunale, Giancarlo Nicotera, il consigliere provinciale Davide Mastroianni e numerosi altri consiglieri comunali.
Le richieste degli studenti
I rappresentanti degli studenti hanno messo in risalto il “notevole incremento dei contagi, il problema del trasporto pubblico, la mancanza di fornitura delle mascherine Ffp2. Per questo - hanno evidenziato - chiediamo di adottare la soluzione Dad almeno per due settimane. Oggi l’astensione è stata del 90 per cento”. Sotto accusa il Governo “che non conosce le singole realtà; i disagi per le aule sovraffollate, disagi anche per i trasporti. Disagi per ritardi nell’esito tamponi ai docenti. La situazione a Lamezia è fuori controllo con tante famiglie dove ci sono positivi e alcuni nemmeno dichiarati. I dati dell’Asp non sono veritieri. Riaprire oggi - hanno stigmatizzato gli studenti- è un azzardo e dobbiamo evitare che la situazione si aggravi”.

Il sindaco: "Nessuna possibilità di deroga"
Il sindaco, dal canto suo, dopo la decisione assunta nei giorni scorsi ha spiegato le sue ragioni. “Intanto - ha detto - sono contento per la maturità e la sensibilità per le tematiche portate avanti”. Nel merito dei problemi esposti, Mascaro ha sottolineato che “il Governo avendo dati dei comitati scientifici non ha ritenuto di optare per la Dad che comunque non è una soluzione positiva. Ma viviamo in una nazione e il Governo ha assunto scelte con approfondimenti molto dettagliati e minuziosi. Il 7 gennaio si è deciso di riprendere le lezioni in presenza. È queste sono le norme in vigore. È impossibile andare a derogare a regole nazionali. Sui trasporti c’è la disponibilità a fare un incontro con le aziende”. Il sindaco ha pertanto ribadito “l’impossibilità a derogare se non solo per l’esistenza di zona rossa. La norma attuale non consente al sindaco di chiudere le scuole. Quindi non è possibile dal punto di vista normativo che io possa chiudere le scuole per 15 giorni, se non in presenza di una situazione eccezionale”. Rimandando di fatto eventuali decisioni agli organismi sanitari. Si sono susseguiti poi gli interventi di Nicotera che ha evidenziato come “dall’Asp non sono arrivate risposte”, ma non è “possibile evidentemente derogare”. Fra gli interventi anche quelli della presidente della commissione sanità, Antonietta D’Amico, di altri consiglieri e del consigliere provinciale Mastroianni che ha dato la disponibilità a poter essere “utile nel suo ruolo a contribuire con i dirigenti scolastici per problemi di natura logistica”, ma di essere rispettoso di quanto deciso dal Governo. Il consigliere Rosario Piccioni ha espresso invece il parere contrario, evidenziato l’opportunità di “chiedere la proroga della chiusura per altri 15 giorni”. Insomma, pur ascoltando le istanze, il sindaco ha di fatto rinviato al mittente la richiesta della proroga della chiusura delle scuole. Lasciando tuttavia spiragli per futuri incontri sulle tematiche esposte e rimettendo eventuali cambiamenti di rotta, solo in presenza di direttive diverse da parte dell’Asp.
La protesta continua
Al termine dell'incontro, secondo quanto appreso, i rappresentanti di Istituto e Consulta di ogni scuola lametina, hanno reso noto di voler proseguire la protesta, fermo restando la libera scelta di ogni singolo studente di rientrare a scuola anche se hanno ribadito l'importanza dell'unità. Inoltre, si sono aggiornati per un ulteriore incontro con il sindaco in programma venerdì.
A. C.


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