Salta al contenuto principale

sp-73-fa-pauratitolo-1_a6ef5.jpg

Lamezia Terme – Continua a destare preoccupazione la strada provinciale 73 che collega Lamezia Terme alle zone collinari. Il manto stradale risulta dissestato con profonde crepe e avvallamenti. In particolare, a farsi portavoce dei cittadini è Fiore Isabella, ex Consigliere Comunale di Lamezia Terme che, fa sapere in una nota di aver segnalato più volte alla Provincia di Catanzaro, l’ultima volta circa un mese fa, che “la strada provinciale 73, che da Sambiase conduce a Martirano Lombardo, stava lentamente smottando; oggi, non un secolo dopo, il manto stradale presenta importanti ferite destinate, senza interventi di risanamento, alla totale intransitabilità di quell’importante arteria. Dalla mia ultima segnalazione in poi, l’istituzione, responsabile della manutenzione, ha brillato per un religioso silenzio; un silenzio che non delegittima la voce di un vecchio consigliere comunale della prima Repubblica che non ce la fa a star zitto, ma il diritto alla sicurezza: dei cittadini che scendono da San Mazzeo verso la città della piana; delle insegnanti che ogni mattina si recano a lavoro nelle scuole dell’Istituto Comprensivo di Martirano; degli scuolabus che portano a scuola gli alunni di quelle contrade che, prima di arrivare a scuola per proporsi agli accertamenti culturali, sono costretti a sottoporre lo stomaco, danzando su fessure e avvallamenti, ad impegnativi esercizi di resistenza”.

Ancora una volta, scrive Isabella: “voglio risuonare la sveglia ai sindaci del territorio dell’hinterland lametino, che ne sanno più di me e non vivono su Marte, per chiedere, sommessamente, se sono preoccupati oppure no del progressivo dissesto del loro territorio e delle possibili conseguenze per la sicurezza delle comunità che amministrano. E non essendoci motivo per dubitare della loro preoccupazione, penso che sia arrivato il momento, tutti insieme e all’unisono, di farla percepire all’amministrazione provinciale di Catanzaro.  Come non essere preoccupati, infatti, per l’incolumità di chi percorre un budello di quasi dieci chilometri, da Sambiase a San Mazzeo, minacciato dagli alberi che si accovacciano teneramente sulla carreggiata e dal manto stradale che si apre, nel tratto di Caria in particolare, con preoccupante velocità?  Allora che fare? Se una casa crolla e una strada frana la prima cosa da fare è, in via provvisoria e con urgenza, puntellare la casa e suturare le ferite del manto stradale. Poi, in prospettiva, si spera non troppo remota, al fine di rimuovere le cause del dissesto, realizzare opere di risanamento idrogeologico attraverso il drenaggio dei terreni coinvolti per frenare il loro scivolamento a valle; nulla impedisce, poi, che si possano convogliare le acque dei terreni drenati in invasi, a beneficio di chi, cinghiali permettendo, avesse intenzione di dedicarsi alla coltivazione della terra. Offro, infine, questa mia preoccupata disamina anche alla riflessione della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, costretta ad occuparsi dell’insicurezza, che le nostre comunità periferiche vivono, troppo spesso a tragedie consumate. E dietro l’angolo, purtroppo, si annidano insidiose le tragedie mentre l’incuria delle istituzioni preposte a garantirci la sicurezza non si accorgono di ciò che ci crolla intorno”.

Reazioni

L’Associazione Utenti Utilizzatori della Strada: "Sicurezza stradale torni a essere un diritto garantito"

L’Associazione Utenti Utilizzatori della Strada – APS e il Presidente Cesare Stranges ringraziano il professor Fiore Isabella "per l’impegno e la competenza dimostrati nell’affrontare le criticità della viabilità territoriale". L’Associazione, precisano: "che non ha connotazioni politiche, riceve quotidianamente segnalazioni su dissesti, cedimenti, cunette ostruite, vegetazione invadente e segnaletica inadeguata ecc. A fronte di questa partecipazione civica, si registra però una persistente sordità istituzionale, aggravata da rimpalli di responsabilità tra enti competenti. Pur riconoscendo la scarsità di risorse, l’Associazione evidenzia la mancanza di una visione strategica e di una programmazione efficace".

“Non si chiede l’impossibile – afferma Stranges – ma almeno manutenzione ordinaria e interventi logici”. Emblematico il caso della SP 73, dove, segnala: "sono state tracciate nuove strisce su un manto stradale gravemente danneggiato. Il dissesto idrogeologico resta una minaccia crescente e non può essere affrontato con interventi improvvisati. L’Associazione continuerà a raccogliere segnalazioni e sollecitare gli enti affinché la sicurezza stradale torni a essere un diritto garantito e uno strumento per contrastare lo spopolamento delle aree interne".

 

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.