
Lamezia Terme - È passato un anno dal grido d'allarme lanciato nell'agosto del 2025 (qui l'articolo) sulla situazione del servizio di emergenza-urgenza nel comprensorio lametino. Allora la denuncia riguardava i turni scoperti durante il periodo estivo e la difficoltà di garantire una copertura adeguata in un territorio strategico, interessato da un notevole incremento di presenze tra residenti e turisti. Dodici mesi dopo, secondo gli operatori del settore, le criticità organizzative continuano a ripresentarsi.
A tornare sulla questione è Napoleone Stella, delegato alla Sanità del Comune di Falerna e operatore sanitario del servizio di emergenza, che punta l'attenzione soprattutto sulla gestione del personale durante i mesi estivi. "Il problema non è tanto l'organico della nostra postazione di Falerna, che oggi è completo, ma il fatto che si continua a spostare il personale per coprire le carenze di altre sedi. Se una collega viene trasferita per garantire un turno altrove, inevitabilmente è il territorio che lascia a rimanere scoperto. Sono situazioni che andrebbero programmate con anticipo e non affrontate giorno per giorno". Secondo Stella, il ricorso continuo allo spostamento degli operatori rappresenta una soluzione temporanea che finisce però per trasferire il problema da una postazione all'altra, senza risolverlo realmente.
"Non si può continuare a tamponare a destra e a manca. Durante il periodo estivo le ferie degli operatori sono un diritto e non possono essere negate. Allo stesso tempo non è possibile fare ricorso sistematicamente allo straordinario perché la normativa non lo consente. Per questo la programmazione deve essere fatta prima". Il richiamo è inevitabilmente a quanto denunciato un anno fa, quando la postazione di Falerna aveva registrato numerosi turni scoperti proprio nel periodo di massimo afflusso turistico. Una situazione che aveva acceso i riflettori sulle difficoltà del sistema di emergenza territoriale e sulla necessità di garantire una copertura adeguata in un'area particolarmente delicata sotto il profilo viario e sanitario.
Nel suo intervento Stella ricorda anche una vicenda che segnò profondamente la comunità falernese: la sospensione del servizio notturno della guardia medica, dopo la quale un cittadino perse la vita davanti alla struttura sanitaria. Un episodio che portò anche a un confronto con i vertici dell'Azienda sanitaria provinciale e con l'amministrazione comunale. "Non voglio che nessuno della nostra comunità possa pagare le conseguenze di inadempienze istituzionali. Parliamo di un servizio essenziale che deve essere garantito in ogni periodo dell'anno e, a maggior ragione, durante l'estate quando il territorio vede aumentare sensibilmente la popolazione".
L'appello è rivolto alle istituzioni competenti affinché venga pianificata con maggiore anticipo la gestione delle risorse umane, evitando che le scoperture di una postazione vengano compensate sottraendo personale a un'altra. A distanza di un anno, il messaggio lanciato dagli operatori resta sostanzialmente lo stesso: il sistema dell'emergenza-urgenza necessita di una programmazione più efficace, capace di prevenire le criticità anziché rincorrerle, soprattutto nei mesi in cui la domanda di assistenza sanitaria cresce in maniera significativa. Una situazione che, al di là del caso del comprensorio lametino, richiama le difficoltà che da tempo interessano il sistema dell'emergenza-urgenza in diverse aree della Calabria, tra carenze di personale, organizzazione dei turni e necessità di garantire una copertura omogenea dei servizi sul territorio. Temi che continuano a riproporsi, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso, alimentando il dibattito sulla tenuta della rete dell'emergenza sanitaria regionale.
A.B.
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