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Roma -  Un David di Donatello alla carriera che parla anche calabrese. Durante la cerimonia della 71esima edizione dei David di Donatello, il prestigioso riconoscimento è stato assegnato al regista e sceneggiatore Gianni Amelio, figura centrale del cinema italiano contemporaneo. Nato 81 anni fa a Magisano, in provincia di Catanzaro, Amelio ha costruito nel corso della sua carriera un percorso artistico fatto di rigore, sensibilità e attenzione ai temi sociali. Il premio rappresenta un tributo a oltre mezzo secolo di cinema capace di raccontare l’Italia, le sue contraddizioni e le sue trasformazioni attraverso storie intense e profondamente umane.

Visibilmente emozionato sul palco, il regista ha ricevuto l’applauso del pubblico e del mondo del cinema, che ha voluto celebrare uno degli autori più autorevoli e raffinati del panorama nazionale. Nel corso della sua carriera, Amelio ha firmato opere entrate nella storia del cinema italiano, come Il ladro di bambini, Lamerica e Così ridevano, quest’ultimo vincitore del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Il legame con la Calabria è sempre rimasto forte nella sua identità personale e artistica. La sua storia rappresenta motivo di orgoglio per la terra d’origine, che vede in questo riconoscimento internazionale il coronamento di una carriera straordinaria.

Il David alla carriera conferma ancora una volta il valore dell’opera di Gianni Amelio, autore capace di attraversare generazioni e linguaggi mantenendo intatta la propria visione cinematografica. Un premio che non celebra soltanto un grande regista, ma anche un modo di fare cinema colto, civile e profondamente umano. 

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