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Roma - Aule chiuse nel primo giorno di scuola del nuovo anno, almeno per quelle dedicate ai più piccoli, vale a dire la Primaria e l'Infanzia.

Domani, lunedì 8 gennaio, è prevista una manifestazione di protesta davanti al Ministero dell'Istruzione a Roma. E le altre città non staranno a guardare: il cronoprogramma dei manifestanti prevede infatti sit in davanti agli Uffici Scolastici Regionali di Torino, Milano, Bologna, Palermo, Cagliari, Catanzaro e Bari.

Tutta colpa, hanno fatto sapere i Cobas a fine anno quando hanno annunciato il calendario delle proteste, della "vergognosa" sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali. La vicenda è complessa e riguarda nello specifico il diritto dei diplomati magistrali prima del 2001-2002 ad essere inseriti nelle graduatorie a esaurimento (Gae). Da parte delle principali organizzazioni sindacali (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams) è stata chiesta "una soluzione politica in grado di ricomporre i diritti di tutti", consentendo tra l'altro di "riaprire le graduatorie d'istituto per permettere l'inserimento dei docenti che, collocati in Gae e quindi in prima fascia d'istituto, erano stati esclusi dalla seconda fascia".

Il Miur nel frattempo ha ritenuto necessario sollecitare il parere dell'Avvocatura dello Stato e, una volta acquisito, si è detto pronto a riconvocare le organizzazioni sindacali. Ma Viale Trastevere ha anche tenuto a chiarire che la decisione presa nell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (11/2017) "non ha effetti immediati su tutte le situazioni giuridiche soggettive dei diplomati magistrali o dei controinteressati" e che la sentenza "riguarda i diplomati magistrali che hanno conseguito il titolo entro il 2001/2002, che non risultavano inseriti nelle Graduatorie permanenti all'atto della loro trasformazione in Graduatorie ad esaurimento nel 2007 e che recentemente hanno proposto ricorsi per ottenere comunque l'inserimento nelle citate Gae". Quindi, ha precisato ancora il Ministero, "la sentenza non ha alcun impatto, né immediato né futuro sui diplomati magistrali, già di ruolo o ancora oggi iscritti nelle Gae, che risultavano già iscritti nelle Graduatorie permanenti nel momento in cui la legge 296 del 2006 le ha trasformate in Graduatorie ad esaurimento. Per essere inclusi nelle Gae avevano dovuto infatti conseguire o l'idoneità in un concorso pubblico per titoli e esami, o frequentare e superare un corso straordinario organizzato dal Miur finalizzato al conseguimento dell'idoneità per la scuola elementare o dell'abilitazione per la scuola materna, corso destinato esclusivamente a coloro che erano in possesso del diploma magistrale o di scuola magistrale e di determinati requisiti di servizio".

Ma l'Anief non ci sta e fa sapere che "già in due occasioni le Gae sono state riaperte dal Parlamento, nel 2008 e nel 2012, senza attendere il parere dell'Avvocatura dello Stato, peraltro ancora in ingiustificato silenzio". La stessa Anief sostiene che "Domani record di adesioni per il primo sciopero dell'anno, che nello specifico riguarda i diplomati delle magistrali” e, tramite il suo presidente Marcello Pacifico, spiega: "tra poche ore le famiglie italiane si accorgeranno cosa vuol dire perdere il maestro del proprio figlio, dopo diversi anni, per colpa di una sentenza che non doveva neanche essere pronunciata, vista l'assenza di un conflitto di giudicato per una categoria, composta appunto dai docenti della scuola dell'infanzia e primaria, che è stato volutamente dimenticato dal Governo e dal Parlamento, anche con l'esclusione dal piano straordinario di assunzioni come dal nuovo sistema di formazione e reclutamento". Nello specifico la protesa di domani è stata organizzata a seguito della sentenza prenatalizia dell'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato che ha messo fuori dalle GaE i docenti con diploma magistrale, "condannandoli - secondo l'Anief - alla precarietà". Domattina quindi maestre e maestri incroceranno le braccia, molti di loro raggiungeranno il Ministero dell'Istruzione a Roma per partecipare alla manifestazione indetta tra glia ltri dall'Anief tra le ore 9 e le 13. 

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