
Lamezia Terme - Pino Cosentino, consigliere comunale del Pd fino a qualche giorno fa, ci ha lasciati. Si era dimesso dal consiglio comunale di Lamezia Terme perché il suo impedimento a partecipare non incidesse sugli equilibri politici del consiglio in un momento delicato come quello dell’approvazione del bilancio ma non era affatto una rinuncia ad esserci la sua. Ha mantenuto e coltivato la sua voglia di vivere anche durante la malattia ed eravamo sicuri che ce l’avrebbe fatta. Non è stato così. Una dura sconfitta per la sua famiglia e per gli amici più cari.
Ho conosciuto Pino tanti anni fa. Un imprenditore di successo, capace, sicuro di sé, rispettoso delle regole ma determinato a val valere fino in fondo le ragioni dell’impresa di famiglia. Lo ricevetti da Sindaco per un contenzioso con l’impresa Cosentino ereditato dalla gestione commissariale, sapendo di avere davanti un osso duro (così me lo avevano presentato) e ho incrociato così per la prima volta i suoi occhi verdi che mi apparvero diretti e, solo in quell’occasione, glaciali. Chiuso il contenzioso con soddisfazione reciproca, mantenemmo rapporti cordiali. Non so quando e come diventammo amici. Sicuramente, quando qualche anno dopo, Pino si ammalò ero tra le persone a cui teneva di più, ricambiato. E il suo rientro, dopo la guarigione, fu una grande gioia.Non faceva politica Pino e non votavamo lo stesso partito quando ci siamo conosciuti, ma via via le nostre strade si sono incrociate, anche sul piano politico. Quando pensai a lui come Presidente dell’Ente Fiera, in un momento difficile e rischioso, a ridosso della manifestazione annuale, non dovetti attendere alcuna risposta. Affrontò l’emergenza con la capacità e la professionalità che gli erano proprie, non si risparmiò in nessun senso, potendo contare - come sempre - sul fratello Salvatore e il resto della famiglia, e fu un grande successo.
La sua partecipazione diretta alla politica, come consigliere comunale, l’abbiamo decisa insieme ma nel tempo non l’abbiamo vissuta con piena sintonia. La nuova grave malattia ci aveva fatto riflettere su questo e l’impegno che ci eravamo scambiati era di discutere di più ma di non farci più dividere da nulla. Credo di essere stata una delle prime persone a cui Pino ha comunicato il suo amore per Rosella e la gioia per la nascita di Federica. Una delle poche persone con cui parlava al telefono dall’Ospedale di Milano tanti anni fa. Una delle prime persone con cui ha parlato al telefono dopo il trapianto che sembrava riuscito. Gli devo molto e mi mancherà molto il suo sorriso e la sua amicizia, incondizionata ed esigente come era lui. Un imprenditore capace e corretto. Un amico a tratti difficile ma vero. Una persona ricca di amore e di affetti che lo hanno accompagnato senza un momento di cedimento o di stanchezza nei mesi difficili della malattia che l’ha strappato alla vita e a tutti noi.
Doris Lo Moro
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