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Fiumefreddo Bruzio (Cosenza) - Si conclude nel segno del giallo la terza edizione del progetto “Arte senza Confini. Omaggio al pittore Salvatore Fiume” che ha avuto luogo nei giorni scorsi nella cornice del Castello della Valle di Fiumefreddo Bruzio. L’iniziativa ideata, organizzata e curata dall’artista Giovanna Capraro è stata programmata per celebrare le opere che Salvatore Fiume, tra il 1975 ed il 1977 ha generato e lasciato ai posteri in uno dei borghi più belli d’Italia, fra cui il ciclo di pitture murali della “Stanza dei Desideri”, accolta proprio nel maniero. La terza edizione del contest, si legge in una nota, "ha visto confrontarsi opere eccelenti nel settore della pittura, della scultura e della fotografia e la giuria ha dovuto faticare non poco per far emergere il talento di Achille D'Onofrio (pittura), Elvira Sirio (scultura) e Manuel Rochira (fotografia)". "È stata - ha commentato la Capraro - un'edizione ricca di emozioni, di forte coinvolgimento e di grande empatia, che ha generato un piacevole e costruttivo scambio culturale e umano, proponendo una lettura della storia dell'arte oltre lo spazio ed il tempo, come fenomeno unico, eternamente presente, patrimonio di tutta l'umanità".

Ma al grande entusiasmo dell'inaugurazione e della premiazione si è affiancato un momento di sconcerto quando gli organizzatori, informano ancora "non hanno potuto fare altre che prendere atto di un furto di alcune opere esposte custodite in una sala regolarmente chiusa da una chiave ricevuta in dotazione dall'amministrazione comunale. Nello specifico tre delle quattro borse d'artista, opere della curatrice Giovanna Capraro e contraddistinte dal marchio 'Giovanna Capraro CreArt', sono state sottratte da parte di ignoti dall'espositore su cui erano allocate insieme al dipinto “Evolution”, riprodotto sulle stesse. Si tratta di una produzione artigianale, limitata a pochi esemplari, raffinata nella scelta dei tessuti e dei pellami, nel taglio, nella possibilità di aggiungere o escludere la stampa, nella versatilità dell'uso. Opere uniche e riconoscibili, che sono state recentemente protagoniste nell’ambito dell’edizione 2019 della GDD Fashion Week, perciò difficilmente vendibili e indossabili".

"Chi ha dato seguito a tale gesto - conclude la Capraro - evidentemente aveva la mira di nuocere alla manifestazione, ma le sale sono rimaste aperte al pubblico fino alla data di chiusura prevista e tutti gli autori hanno mantenuto orgogliosamente le loro opere allestite".

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