Cosenza – “I Servizi in Agricoltura nella nostra regione – informa in una nota Luigi Gallo dell’ARSAC - in applicazione della normativa europea, sono stati istituiti con L.R. n. 11/92 modificata e integrata dalla L.R. n. 19/99. L’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC), promuove e svolge i servizi di sviluppo dell’agricoltura, secondo la normativa della Unione Europea, nazionale e regionale, sulla base della programmazione regionale di settore. Nell’espletamento di questi compiti, l’ARSAC deve fornire i servizi alle singole aziende agricole, attraverso le strutture territoriali competenti che sono i Centri di Divulgazione Agricola (Ce.D.A.). In tutta la Calabria i Ce.D.A. sono 24 e ognuno ha competenza su una precisa area caratterizzata da diverse peculiarità agricole, comprendente il territorio di un numero variabile di comuni. Il personale dei Ce.D.A. appositamente formato, specializzato in divulgazione agricola, ha competenza specifica per interfacciarsi con gli imprenditori del settore agroalimentare, per fornire loro consulenza sulle tecniche colturali, sulla normativa, sulla commercializzazione dei prodotti, ecc.”.
Per meglio compiere l’attività, prosegue Gallo “il personale si avvale anche dei Servizi Tecnici di supporto (Pedologia e Agrometereologia) e dei Centri Sperimentali Dimostrativi (CSD) della stessa ARSAC ma a questo scopo, sono determinanti anche i rapporti che i Ce.D.A. hanno costruito nel tempo con tutti i Centri di Ricerca in agricoltura d’Italia (Università, CNR, CRA-Centri di Ricerca Agricola). Per queste ragioni, i Ce.D.A. in Calabria, dall’inizio degli anni ‘90, hanno svolto e svolgono tuttora una funzione fondamentale per il trasferimento delle innovazioni in agricoltura, interessando le migliaia di aziende agricole in tutti i comparti produttivi. I progetti di ricerca e sperimentazione agricola di “interesse regionale”, che scaturiscono da esigenze immediate degli imprenditori agricoli, vengono proposti dai Ce.D.A. e si svolgono presso i Centri Sperimentali Dimostrativi (CSD) che sono le strutture preposte all’uopo. I risultati di queste ricerche e sperimentazioni ritornano ai Ce.D.A. per essere trasferiti sul territorio agli utenti finali: gli imprenditori del settore agroalimentare. L’esperienza maturata in oltre 20 anni di attività porta ad affermare che proprio per loro natura istituzionale i Ce.D.A. sono ancorati al territorio, diventano le strutture fondamentali al centro dell’organizzazione dei servizi utilizzando in modo appropriato anche le altre strutture (CSD, Servizi Tecnici di supporto e altri ancora). Il personale dei Ce.D.A., come previsto dalla delibera della Giunta regionale n. 308/15 relativa all’applicazione in Calabria del Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, nel corso del 2016, in tutto il territorio regionale ha già svolto circa 200 corsi e altrettanti esami finali con la partecipazione di oltre 5000 utenti ai quali sono stati rilasciati i Certificati di abilitazione all’acquisto e utilizzo dei prodotti fitosanitari”.
Pertanto, secondo Gallo “alla luce delle caratteristiche peculiari delle aziende agricole calabresi prevalentemente piccole e medie, i servizi in agricoltura così strutturati sono assolutamente indispensabili perché straordinariamente determinanti nell’economia delle aziende agricole e del loro sviluppo pur con un limitato impiego di risorse finanziarie pubbliche. Se si calcolano i costi sostenuti per erogare i Servizi (personale, gestione strutture e altro) e il numero di aziende assistite, dal risultato si ottiene un rapporto costo/azienda assistita sostenuto dalla Pubblica Amministrazione (ARSSA prima e ARSAC attualmente) veramente irrisorio, comunque confrontabile, per esempio, con il costo sostenuto dalle singole aziende associate alle Organizzazioni Professionali Agricole per diversi altri servizi”.
Il sistema pubblico dell’organizzazione territoriale dei servizi in agricoltura in Calabria, conclude Gallo “è stato determinante, oltre che per l’istruttorie delle domande, soprattutto nell’orientare gli imprenditori agricoli nella utilizzazione delle risorse del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013 e per l’attivazione di specifiche micro filiere nei Programmi di Sviluppo Locale (PSL) predisposti dai Gruppi di Azione Locale (GAL), con una evidente efficacia della spesa pubblica. Per queste ragioni, per l’efficacia della spesa, per la creazione di nuove opportunità di lavoro e per uno sviluppo duraturo, l’attuazione del nuovo Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, non potrà fare a meno di questo sistema di servizi. I servizi pubblici in agricoltura, nel corso di oltre 20 anni, in seguito anche a studi realizzati con prestigiosi Istituzioni di ricerca come Università, CNR, ecc., hanno determinato la trasformazione economica e lo sviluppo di molte realtà agricole della Calabria, creando nuove opportunità di reddito facilmente verificabili. Pertanto, l’organizzazione territoriale incentrata sui Ce.D.A., che ha funzionato bene, può continuare a produrre nuove opportunità di reddito e di sviluppo”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA