
Catanzaro – “Ma siamo proprio sicuri che l'intervento annunciato dal Governatore Occhiuto risolva il problema del mare sporco, quantomeno nell'area considerata dalla Regione, da Tortora a Nicotera? Non si può invece considerare che si risolva parzialmente il problema, ma non la problematica nella sua interezza?”. In attesa da diversi giorni di essere ricevuti alla Cittadella, è quanto chiede il gruppo "Uniti per il Golfo", all'indomani delle dichiarazioni provenienti dalla Regione, e diffuse sui social.
“Occhiuto - sostengono in una nota - ben consapevole dell'altissimo e ormai conclamato inquinamento che interessa una parte assai vasta delle coste calabresi, dichiara che, nel tratto attenzionato, su 36 Mila tonnellate di fanghi, ne vengono smaltiti solo 9 Mila. La presa di coscienza della situazione (che già di per sè viene letta favorevolmente dopo anni di totale disinteresse per il problema) ha indotto Occhiuto a firmare un'ordinanza che preveda lo smaltimento dei fanghi ad opera della Ragione e non dei Comuni e annesse società di gestione dei depuratori, che evidenziano una palese incapacità nelle operazioni di smaltimento. Lodevole intervento, ma di efficacia temporanea e non risolutivo. Lo smaltimento dei fanghi sono la fase finale dell'intero processo depurativo, ma se gli impianti presentano delle forti criticità impiantistiche, il problema rimane. I fanghi sono un aspetto, ma non il solo problema”.
Per il gruppo Uniti per il Golfo: “bisogna quindi agire, soprattutto sugli impianti di depurazione, investire risorse per mettere in efficienza gli impianti o crearne nuovi, laddove sono sottodimensionati. Creare figure competenti che affianchino gli uffici tecnici comunali, sprovvisti spesso di personale veramente qualificato in materia di depurazione. Indispensabile il rilevamento di tutta la rete fognaria, necessaria una mappatura di tutti gli abitati civili e industriali, eventualmente non collettati e, vista la presenza di tanti scarichi a cielo aperto, più volte denunciati e ignorati, intervenire, laddove non si depuri secondo legge. Bisognerebbe intervenire su quei fiumi attraverso i quali si scarica direttamente a mare, con una importante azione di controllo. La Regione, tra le altre cose, con questo intervento, si farebbe carico di spese per le quali vengono già pagati i comuni, proprietari degli impianti, i quali a loro volta danno in appalto il servizio di conduzione e gestione degli impianti di depurazione a società tenute ad occuparsi della manutenzione ordinaria delle apparecchiature e a smaltire i fanghi. Tutto ciò evidentemente non accade. Bisognerebbe quindi rivedere - conclude la nota - anche e soprattutto la filiera dello smaltimento. In ogni caso, al di là dell'adeguatezza più o meno significativa del provvedimento regionale, è importante rilevare che tutti gli organi istituzionali, preposti alla salvaguardia del mare, non possono più voltarsi indietro. C'è una società civile, attenta, che ha preso finalmente coscienza di essere stata depauperata di un suo legittimo diritto, quale è quello di usufruire di un mare pulito, e per questo continuerà a farsi sentire e protestare. È in fase organizzativa, infatti, una manifestazione popolare, che si terrà a fine aprile, per sostenere il diritto al mare pulito”.
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