
Catanzaro – Numeri, dati, cifre e tanta emozione. Il prefetto Castrese De Rosa, dopo circa un anno e mezzo alla guida degli uffici delegati del Governo a Catanzaro, traccia un bilancio dell’attività svolta e si prepara ad andare in pensione. Nel corso di una conferenza stampa, convocata in prefettura, De Rosa si sofferma sul lavoro svolto, affiancato dall’intera squadra degli uffici, a partire dal vicario Vito Turco – che reggerà gli uffici in attesa della nuova nomina da parte del Consiglio dei ministri – fino a tutti i funzionari e collaboratori, visibilmente commossi per l’imminente saluto.
“Siamo ai titoli di coda di questa esperienza, la Calabria ha un gran cuore – spiega il prefetto - abbiamo lavorato in squadra. È stato un anno e mezzo intenso e abbiamo ottenuto grandi risultati solo perché ho potuto contare su un importante gruppo. Penso ai grandi eventi realizzati sul territorio provinciale, come il Giro di Italia, che richiedono forte attenzione alla sicurezza. Un impegno importante è stato profuso nella sottoscrizione di protocolli di legalità che non devono restare mai lettera morte e vanno attuati con rigore. Controllo sugli appalti, sicurezza negli ospedali e nelle discoteche, prevenzione degli infortuni sul lavoro, contrasto all'usura: sono stati tanti i temi su cui abbiamo prestato attenzione coordinando tutti gli attori in campo”.
Tra le missioni che ancora non si possono dire compiute, per come già anticipato al nostro Podcast Così com’è (clicca qui), lo smantellamento del campo rom di Lamezia Terme: “Sicurezza del territorio e tutela occupazionale ci hanno impegnato molto, così come le attività di controllo delle periferie degradate a Lamezia Terme e Catanzaro. La bonifica di Scordovillo è agli sgoccioli e sono sicuro che entro l'estate il campo sarà smantellato. Ci sono, inoltre, oltre 2 milioni di euro di residui da utilizzare e che potranno essere spesi per trasformare quell'area in un'area verde a servizio dell'ospedale”.
Un risultato segnalato da De Rosa la riduzione dei reati riferiti a episodi di estorsioni (-41%), traffico di sostanze stupefacenti e furti. "Sono numeri importanti che però non devono farci abbassare la guardia, perché purtroppo le denunce sono ancora poche soprattutto per l’usura. Questi risultati sono stati raggiunti grazie all'azione preziosa delle forze dell'ordine".
I numeri della Prefettura
Nel corso della conferenza stampa, il prefetto si sofferma su tutti i numeri del suo mandato, dagli aspetti più burocratici come le patenti ritirate fino alle interdittive antimafia. Questi i dati salienti: in un anno e mezzo sono stati emessi 15 provvedimenti di interdizione antimafia, 251 iscrizioni in white list. Sono state 46 le riunioni del gruppo interforze antimafia e 105 pratiche trattate. 60 le riunioni di comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza, molti delle quali itineranti nei piccoli comuni della provincia. Sei sono i Comuni sciolti, di cui uno Badolato per infiltrazioni mafiose, 14 trasporti sanitari urgenti, mentre nei 25 centri di accoglienza della provincia attualmente si trovano 750 migranti.
G.V.
