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Lamezia Terme – La richiesta di una seconda Zes per l’area centrale della Calabria non mette d’accordo tutti. La proposta fatta a gran voce dai sindaci di Catanzaro, Lamezia, Crotone e Vibo, per una grande unica area che andrebbe a sommarsi a quella già avviata di Gioia Tauro, si scontra inevitabilmente con la visione del Governo centrale. I sindaci Abramo, Mascaro, Pugliese e Costi, forti di quanto stabilito dal Decreto del Sud, che ha inoltre permesso l’istituzione di una Zes anche in Regioni sprovviste di porto (come è il caso del Molise), stanno così facendo “pressing” sul governatore Oliverio per un’opportunità che, vista la posizione strategica, potrebbe portare a importanti investimenti sul territorio. Il ministro De Vincenti però, ospite in Regione lo scorso 15 settembre per l’evento “Cantiere Calabria”, sulla Zes era stato chiaro, facendo intendere come un’altra istituzione per l’area centrale della Calabria fosse ancora troppo prematura.  

De Vincenti: "La Zes e quella sul porto"

“Il punto – aveva precisato – è che la Zes per la Calabria è quella sul porto 'core' e questo vale per tutte le regioni”.“La stessa, deve costituire un punto di riferimento per tutta l'economia della regione, il perno di un sistema di relazioni economiche funzionali, che aiutino tutta la regione, quindi anche le altre aree industriali, nonché tutto il mondo dell'agroalimentare calabrese e anche altre aree portuali. L'importante è che, come per tutte le altre regioni, si inneschino meccanismi di sviluppo che coinvolgano tutto il territorio regionale". Occhi puntuati quindi solo su Gioia Tauro.

Pronto l’intervento del sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, che invece, sulle sue dichiarazioni, aveva precisato: "Spetta alla Regione individuare una o più Zes, sottoponendo poi al Governo la proposta definitiva. Le valutazioni del ministro De Vincenti, svolte peraltro in una sede politica di partito, sono ovviamente da rispettare e vanno tenute nel debito conto, ma non costituiscono il Vangelo”. Le polemiche con il Governatore Oliverio non si sono fatte attendere, soprattutto perché, per i fautori della seconda Zes, dietro al no potrebbe nascondersi una motivazione politica, in quanto si tratta di una proposta fatta da amministrazioni comunali non legate al Pd.

Dopo una prima riunione a palazzo De Nobili a Catanzaro, per rimarcare l’opportunità che una seconda Zes potrebbe offrire, un secondo incontro si è tenuto ieri in un hotel lametino. Presenti, oltre ai sindaci di Catanzaro e Lamezia, Abramo e Mascaro, Mimmo Tallini, Wanda Ferro e Arturo Bova. Altri consiglieri regionali e parlamentari invitati, non hanno però partecipato. Prossimo step, un tavolo di confronto con il governatore Oliverio per esaminare al meglio la proposta e la normativa vigente.  

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Arturo Bova: "Puntare piuttosto su eventuale integrazione a Decreto del Sud"

“Se continuiamo sulla strada della richiesta di una Zes per l'area centrale sic et simpliciter – ha riferito in merito all’incontro Arturo Bova - sarà tutto tempo perso e sterile polemica, che avrà ancora una volta, solo l'effetto di ingenerare nel Popolo calabrese sfiducia e disistima verso la classe politica e dirigente. Ed infatti, il Decreto Sud e il Regolamento comunitario presuppongono la sussistenza di particolari requisiti che di fatto l'area centrale non ha. Ho quindi invitato i Sindaci e i Consiglieri regionali di opposizione a desistere da una polemica mediatica con la Regione Calabria e, semmai, di chiarire con assunzione di responsabilità che non ci sarebbero i presupposti alla Zes. Diverso e' il discorso di formare un tavolo alla Regione Calabria (che il Presidente Oliverio ha sempre auspicato) al fine di ricercare coralmente l'individuazione di soluzioni da prospettare al Governo centrale per una eventuale integrazione del Decreto Sud con riferimento alla Calabria.

Tutto ciò lo ho auspicato anche in considerazione del fatto che il Decreto Sud prevede la possibilità di istituire due ZES per la Calabria, e che già per il Molise il Governo nazionale ha " escogitato" i rimedi per consentire a quella regione di avere una Zes nonostante l'assenza di un'area portuale con i requisiti stabiliti dal Regolamento Comunitario.

Ne' deve essere considerata peregrina la possibilità di ampliare i confini geografici e funzionali della ZES di Gioia Tauro al solo territorio lametino, già dotato di aereoporto, stazione ferroviaria, autostrada e un importantissima realtà nel campo agroalimentare. Debbo, altresì, sottolineare come i partecipanti alla riunione avessero ( prima del mio intervento ) auspicato la formazione di un tavolo presso la "Cittadella", riconoscendo il ruolo che solo la Regione Calabria può esercitare nei confronti del Governo centrale nonché le difficoltà scaturenti dalla normativa vigente. E'sulla scorta di questa "nuova" impostazione e di questa auspicata collaborazione matura, ben distante dalla canea di dichiarazioni spot degli ultimi giorni, che ho assunto l'impegno di formare un tavolo partecipato e presieduto dal Presidente Oliverio.

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