
Soverato - Il 10 settembre 2000, nella località Turrati di Soverato, la furia del torrente Beltrame, gonfiato da due giorni di piogge incessanti, travolse il campeggio Le Giare. In quel momento la struttura ospitava una cinquantina di persone, molte delle quali con disabilità, accompagnate dai volontari dell’Unitalsi di Catanzaro per il tradizionale campo estivo. Quella che fino a poche ore prima era un’oasi di pace, immersa tra gli ulivi e a pochi metri dal mare, si trasformò improvvisamente in un teatro di devastazione. Le acque del Beltrame, impetuose e cariche di fango e detriti, uscirono dal loro alveo e spazzarono via tutto ciò che incontrarono sul loro cammino: tende, bungalow, roulotte e ogni fragile riparo costruito per accogliere gli ospiti del campeggio. Ma quella notte il torrente non portò via soltanto strutture e ricordi. La sua furia spezzò tredici vite, lasciando dietro di sé dolore, sgomento e una ferita profonda nella comunità di Soverato e della Calabria tutta.
Reazioni
Consigliere regionale Bruno: "Servono prevenzione, manutenzione del territorio e risorse certe per mettere in sicurezza le comunità"
"La notte delle Giare continua a interrogare la coscienza della Calabria e la responsabilità di chi la governa. Davanti alle tredici vite spezzate, la politica deve dare alla memoria la forza delle scelte: proteggere le comunità, mettere in sicurezza il territorio, senza aspettare la prossima tragedia". Lo afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, a ventisei anni dall’esondazione del Beltrame che nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2000 distrusse il camping Le Giare di Soverato.
"Alle famiglie delle vittime e alla comunità dell’Unitalsi rivolgo la mia profonda vicinanza. Quella notte furono spezzate vite unite dalla solidarietà e dalla cura delle persone più fragili. Don Vincenzo Custo le definì “martiri dell’amore”. Tra loro Vinicio Calió, il cui corpo non fu mai ritrovato: una ferita nel dolore di questa tragedia".
Bruno ricorda la commemorazione di dieci anni fa al Parco della Biodiversità Mediterranea, alla quale partecipò da presidente della Provincia di Catanzaro: "Allora richiamai il dovere della prevenzione. Oggi quell’impegno deve trovare risposte nelle scelte e nei bilanci". "Il dissesto idrogeologico chiama in causa il modo in cui si governa il territorio. Servono manutenzione dei corsi d’acqua, monitoraggio delle aree a rischio, consolidamento dei versanti e sistemi di allerta efficienti. I Comuni devono poter contare su risorse, competenze e sostegno operativo". "La Regione assuma la difesa del suolo come priorità permanente, con finanziamenti certi e tempi verificabili. Rincorrere le emergenze significa lasciare esposte le comunità. Onorare le tredici vittime delle Giare significa far corrispondere al ricordo decisioni concrete. Proteggere la vita è il primo dovere della politica", conclude Bruno.
Fiorita: "Quei morti hanno segnato per sempre la nostra gente"
"Il 10 settembre di ogni anno è per Catanzaro una ricorrenza dolorosa, in cui la nostra comunità, doverosamente, tiene viva la memoria della tragedia che si consumò nel camping Le Giare, rinnovando i propri sentimenti di profondo cordoglio e raccoglimento. Questo perché ci sono dolori che non possono spegnersi, che il tempo non cancella e che si ripresentano ogni volta puntuali, vivi e intensi. Quei morti hanno segnato per sempre la nostra gente e mai potremo dimenticare i tredici morti delle Giare, le dodici bare – perché un corpo non è stato mai più recuperato – gli amici che non ci sono più e quelli che insieme a tanti altri volontari si sono sfiancati per ore spalando il fango, scavando a mani nude, per strappare una speranza alla distruzione e al disastro. Per chi rappresenta le Istituzioni, la ricorrenza del 10 settembre dovrà rimanere per sempre una data cerchiata in rosso. Per dare senso e significato autentico al sentimento di umana pìetas della comunità e per sentire tutta la responsabilità necessaria a profondere ogni energia possibile nella cultura della prevenzione e della sicurezza" così in una noa il sindaco di Catanzaro Fiorita.
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