
Lamezia Terme – Tra gioie e dolori è arrivato il compleanno di Lamezia. Sorte in mezzo alle polemiche, e all’ombra del terzo scioglimento del consiglio comunale, le celebrazioni sono partite oggi con l’inno di Mameli e l’inno pop-rock arrangiato dall’Accademia Bruzia, con alle spalle ben 40 anni di attività. In prima fila i commissari prefettizi, seduti proprio al fianco del prefetto di Catanzaro Luisa Latella, insieme al Vescovo e ad altre autorità civili e militari. Nel pubblico per lo più tante scuole, quasi del tutto assenti esponenti delle precedenti amministrazioni.
Una serie di appuntamenti incentrati tutti al teatro Grandinetti per la giornata coordinata dalla giornalista Maria Scaramuzzino, allo scopo di ripercorre l’unità di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia, ufficialmente sancita il 4 gennaio 1968 su intuizione di Arturo Perugini. Tanto si è discusso in questi mesi su cosa in realtà ci fosse da festeggiare, soprattutto se si guarda alle tante depauperazioni subite nel tempo, un’unità tra i Comuni forse mai del tutto raggiunta, e un destino amaro segnato per la terza volta da infiltrazioni mafiose che hanno portato all’azzeramento di Sindaco e Giunta e all’arrivo dei Commissari.
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Basilio Perugini: "Lamezia è anche fatta di gente onesta"
E’ il presidente del Comitato Basilio Perugini, figlio di Arturo, a spiegare ai presenti il significato della giornata odierna, provando a smorzare i toni. “Lamezia è di sicuro una città sfortunata – ha affermato aprendo la giornata – in 50 anni non è riuscita del tutto a realizzarsi, ma di certo non è quella che viene dipinta in questi ultimi tempi. Lamezia non è una città mafiosa, è una città fatta di gente onesta. Sono stato chiamato a servire la mia città, pur consapevole delle tante difficoltà. Ma se c’è la forza – ha concluso – se c’è la speranza, la città può reagire seguendo la stella della legalità, il rispetto delle istituzioni e delle persone. Andremo avanti nonostante il momento difficoltà, e con questa nostra attività, creeremo una scintilla che ci farà risorgere”.
Per l’occasione, è stato presentato il quadro commemorativo dedicato al dottor Franco Zofrea, scomparso nel 2016. L’opera è stata donata dal notaio Francesco Notaro all’ospedale “Giovani Paolo II” di Lamezia, dove il dottor Zofrea è stato primario per molti anni. Sul palco anche il direttore generale dell’Asp Giuseppe Perri. “Un ritratto per l’amico Zofrea – ha affermato Notaro – un medico come pochi”. Il ritratto, scoperto sul palco dai parenti, sarà esposto in ospedale. “Franco era un grande lametino, un lametino convinto – ha affermato il fratello – anche se le attuali vicende portano turbamento, la vera cittadinanza lametina è fatta di spessore”.
Durante il pomeriggio poi, spazio alle scuole. Dirigenti, docenti, e alunni, hanno preso parola durante la consegna del premio “Cinquantenario di Lamezia Terme”, concorso lanciato per le scuole cittadine. A ritirare i riconoscimenti, l'istituto comprensivo Sant'Eufemia, Istituto Nicotera-Costabile; Istituto comprensivo Don Bosco, Istituto Perri-Pitagora; Liceo scientifico Galilei, Istituto Da Vinci, Istituto tecnico tecnologico. Elaborati grafici e multimediali, poesie e raccolte significative dei cinquant'anni della città reinterpretati dagli studenti.
Premio anche al vincitore del logo ideato in occasione delle celebrazioni, sui cui criteri di scelta, si sono sollevate non poche polemiche. "Oggi non vogliamo dare adito alle polemiche - ha affermato Sebastiano Sofi, vicepresidente del Comitato, chiamando sul palco il primo classificato Daniele La Scala che ne ha spiegato il suo significato - la Commissione ha espresso un parere insindacabile, non c'è altra questione da aprire".
Un ricordo doveroso poi, al professore Tonino Iacopetta, componente del Comitato, nonché intellettuale, attento studioso, docente, poeta e scrittore, profondo conoscitore del territorio, scomparso da pochi giorni e a cui proprio oggi, nel compleanno della città, è stato porto l’ultimo saluto: “Una persona di squisitezza e di una gentilezza eccezionale - ha ricordato Basilio Perugini - sempre in punta di piedi, sempre presente e propositivo. Aveva deciso di portare avanti un lavoro su Costabile con una raccolta di testi e il Comitato desidera ricordare l’amico Iacopetta non solo stasera e con queste poche parole, che non compensano il grande lavoro fatto, ma impegnando la Commissione Scuola a terminare quel lavoro che lui aveva iniziato e presentarlo nei prossimi incontri”.
VIDEO in ricordo del professore Tonino Iacopetta
Nelle conclusioni della prima parte dei festeggiamenti, la presentazione del “Il lametino dell’anno”, premio che verrà assegnato dal 4 gennaio 2019, e un saluto ad Antonio Saffioti, tra gli esponenti del comitato, vicepresidente di Fish Calabria e attivista lametino, raggiunto dagli altri membri nel pubblico. Lo spettacolo proseguirà anche alle 20:45, sempre al teatro Grandinetti, con la premiazioni di sei lametini illustri che si sono distinti, nel tempo, a livello nazionale ed internazionale.
Il 4 gennaio 1992 però, è stata anche una pagina buia, forse una delle più buie per la città di Lamezia. Oggi la città ricorda anche questo: il brutale duplice omicidio del sovrintendente della Polizia di Stato Salvatore Aversa e di sua moglie, Lucia Precenzano, dedicandogli una messa alle 18 in Cattedrale.
A.R.








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