
Lamezia Terme - "Domenica 26 luglio 2026 la frazione di Zangarona, nel comune di Lamezia Terme, ha ospitato la terza edizione de I Solchi del Tempo, iniziativa culturale ideata e curata da Giuseppe Antonio Bagnato e Pina Cerchiaro, autori dell'omonimo volume. Dopo le esperienze degli anni precedenti a Forestella di Serrastretta e a Pietra di Scifo, il progetto ha fatto tappa in uno dei borghi più rappresentativi della cultura arbëreshe del comprensorio lametino, proponendo un percorso che ha intrecciato ricerca storica, archeologia, arte e memoria collettiva" è quanto si legge in una nota.
"Il pomeriggio - precisano - si è aperto con un'escursione guidata, organizzata con la collaborazione di Edrevia e della Pro Loco di Feroleto Antico. Il cammino, partito dalla Chiesa di Maria Santissima delle Grazie, ha condotto i partecipanti fino al suggestivo Vallone dei Greci, luogo ricco di testimonianze archeologiche e leggende tramandate nel tempo. Lungo il percorso, Bagnato e Cerchiaro hanno accompagnato i presenti in un vero e proprio viaggio nella memoria popolare, raccontando episodi e tradizioni che per generazioni hanno caratterizzato questi luoghi: dalle donne che un tempo raggiungevano il torrente per lavare i panni, ai racconti sui briganti che attraversavano il vallone, fino alle misteriose apparizioni e alle antiche credenze legate alle Fate delle Grutte, contribuendo a restituire il fascino di un patrimonio orale ancora vivo nella memoria della comunità".
"All'arrivo, il bosco è diventato il palcoscenico di una performance ispirata alla tradizione locale: tre ballerine, vestite con abiti dai colori rosso e nero che richiamavano quelli della bandiera albanese, hanno dato vita a una danza evocativa dedicata alle leggendarie Fate delle Grutte, figure appartenenti all'immaginario popolare del territorio".

"Ad accompagnare il pubblico nella scoperta del sito è stato l'archeologo Antonio Vescio, che - fanno sapere - ha illustrato il valore storico degli affioramenti rocciosi e delle rocce coppellate presenti nell'area. Nel corso dell'intervento sono stati approfonditi i possibili significati di queste antiche incisioni, interpretate come elementi legati a pratiche rituali, alla viabilità preistorica e all'osservazione degli astri. Particolare attenzione è stata dedicata anche al palmento scavato nella roccia, testimonianza delle antiche attività agricole e della lavorazione dell'uva".
"La manifestazione è poi proseguita nel centro storico di Zangarona con un itinerario artistico lungo le vie del paese. I visitatori hanno potuto ammirare le caratteristiche tegole dipinte con frasi e modi di dire in lingua arbëreshe, progetto promosso dall'associazione Xingarona larg dhe afer, nato per custodire e valorizzare il patrimonio linguistico e culturale della comunità. Tra le opere esposte figuravano anche tre tegole realizzate dall'artista Roberto Petruzza, originario di Vena di Maida, donate al paese come segno di amicizia e di legame tra due realtà accomunate dalla stessa eredità arbëreshe".
"La giornata si è conclusa in un clima di festa con musica popolare, canti e balli tradizionali animati da Mattia Cianflone. Ad arricchire la serata anche una degustazione di prodotti tipici del territorio, resa possibile grazie alla collaborazione di produttori locali e della Bottega delle Grutte di Zangarona. Con questa terza edizione, I Solchi del Tempo conferma la propria vocazione a raccontare il territorio attraverso esperienze dirette, mettendo in dialogo paesaggio, archeologia, tradizioni e identità culturale. Un progetto che continua a valorizzare luoghi spesso poco conosciuti, contribuendo a mantenere viva la memoria storica e il patrimonio immateriale delle comunità del Reventino".
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