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Lamezia Terme -  "Una nuova rassegna cinematografica a Lamezia Terme, con film stranieri e italiani, i primi trasmessi in lingua originale e con sottotitoli. Si chiama “Tempo Nostro” e parte questo venerdì 30 ottobre al TIP Teatro-Biblioteca con il cortometraggio “City of Poets”, regia di Sara Rajaei, e il film colombiano “Un poeta” di Simón Mesa Soto. L’intera rassegna prevede per ogni data un doppio orario di proiezione, alle 18:00 e alle 21:00" è quanto si legge in una nota. 

"Dopo aver riaperto i battenti per la ventitreesima edizione della storica stagione teatrale RiCrii, il piccolo teatro indipendente di Via Aspromonte torna dunque a occuparsi anche di cinema d’autore e con una programmazione che promette di sorprendere, forte anche della recente affiliazione alla FICC (Federazione italiana dei circoli del cinema), del sostegno di Fondazione Carical e, soprattutto, dopo la sistemazione strutturale delle Sale – la Biblioteca dello Spettacolo nel Foyer e la Sala “Beck To Beck” da 60 posti – che sta migliorando sempre più la fruizione di spettacoli ed eventi culturali".

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“Abbiamo pensato che una rassegna cinematografica sul tempo nostro appaia necessaria per capirlo – spiega Giovanni Crotti, critico e curatore con i ragazzi di Scenari Visibili della rassegna – per catturare la complessità del mondo, per provare a costruire un alfabeto di resilienze, una impalcatura da tramandare, nuove relazioni tra le persone. Tempo nostro è il tempo attraversato da fratture significative con storie individuali che incrociano la Storia con la S maiuscola e storie collettive che si affacciano dentro la storia per poi uscire dall’attenzione generale. Questo tempo nostro è fatto di sostanze come respingimenti, identità, paranoie, drammi, indifferenze, ma anche di scoperte ed empatia, punti di vista, esigenze, desideri, speranze e dolori”.

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"Tempo nostro è quello che attraversa un poeta in declino e in cerca di rinascita, ed è anche quello attraversato da una cittadina iraniana che passa dalla poesia all’oscurantismo. “City of Poets” è un delicatissimo affresco video e fotografico, che narra di una città senza nome costruita per ospitare operai di una raffineria e docenti universitari, dove le strade portavano il nome dei poeti. I suoi abitanti passavano così, nei loro spostamenti, da un poeta all'altro e leggevano i loro nomi ovunque: buste, borse, vetrine. “Un poeta“, è invece la geniale storia di Oscar, in Colombia, che ha raggiunto la mezza età senza mai consacrarsi come poeta di successo dopo qualche pubblicazione giovanile. La vocazione non lo ha però abbandonato, nonostante ora sia disoccupato, divorziato e senza un soldo, sperando di svoltare con le proposte di investimento truffaldine di un amico e prendendosi nel frattempo cura della madre anziana con cui vive".

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