Salta al contenuto principale

borrello_c582f_e9a05.jpg

Lamezia Terme - Una testimonianza semplice, ma significativa, quella di una mamma che ha voluto ringraziare pubblicamente l’IC Borrello-Fiorentino per il percorso vissuto dalla figlia durante i tre anni della scuola media. Un’esperienza che racconta una scuola capace di fare inclusione ogni giorno, senza etichette e senza proclami.

“Voglio raccontare un’esperienza che merita di essere conosciuta, perché parla di una scuola che fa bene il suo lavoro senza clamore. Mia figlia sta concludendo la 3ª media all’IC Borrello di Fiorentino. In questi tre anni non è mai stata messa da parte, né trattata in modo diverso: è stata semplicemente una studentessa come le altre. Il merito va ai professori e a tutto il personale, che hanno fatto dell’inclusione una normalità. Non un progetto speciale, non un’eccezione, ma il modo quotidiano di fare scuola. Hanno coinvolto i compagni nel fare gruppo, creando un ambiente in cui si lavora insieme, ci si aiuta, si impara gli uni dagli altri. È questo che mi ha colpito di più: l’assenza di etichette. L’inclusione non è stata un progetto speciale o un’eccezione, ma il modo normale di fare scuola. E quando l’inclusione diventa normale, i ragazzi imparano davvero cosa significa rispettarsi e stare insieme. Questa è la prova che una scuola inclusiva non è un’utopia. È una scuola che funziona, che forma ragazzi rispettosi e capaci di lavorare insieme. Un esempio concreto di come l’educazione dovrebbe essere sempre: attenta alla persona, concentrata su ciò che ogni studente può dare. Come genitori non possiamo che esservi grati per il lavoro concreto e silenzioso che fate ogni giorno. Avete dimostrato che una scuola inclusiva è semplicemente una buona scuola.”