
Lamezia Terme – La giornata di oggi dovrebbe segnare la fine dei presidi che, da venerdì 16 ottobre, interessano diversi snodi della regione. Autotrasportatori e agricoltori, però, annunciano di voler proseguire la protesta fino a quando non arriveranno risposte concrete alle loro richieste. Intanto, i manifestanti hanno trascorso un’altra notte all’aperto. Nel Lametino, in particolare, i presidi fissi sono attivi ormai da giorni in diversi punti strategici del territorio. Tra questi, quello dei tir lungo la strada statale, poco prima dell’aeroporto di Lamezia Terme. Altri punti di protesta si trovano a Vena di Maida, Mortilla e nei pressi dello svincolo dell’A2 a Falerna. Da domenica, inoltre, un presidio è stato attivato anche a San Mango d’Aquino.
E, mentre le immagini provenienti da Milano, Torino e Bologna restituiscono il quadro di scontri registrati durante i cortei contro il caro vita, in Calabria la protesta di agricoltori e autotrasportatori prosegue in modo pacifico. Una mobilitazione che ha progressivamente coinvolto anche famiglie, amministratori locali, commercianti, cittadini e studenti, uniti dalla preoccupazione per l’aumento dei costi e le difficoltà economiche che colpiscono il territorio. Ai rincari del carburante si sono aggiunti - nei giorni scorsi - i disagi legati alla temporanea indisponibilità di benzina e diesel presso diversi distributori, con situazioni di esaurimento delle scorte a causa dei blocchi legati alla vertenza dell’ex Ilva, con ripercussioni sui rifornimenti e disagi poi rientrati dopo la rimozione dei presidi di Taranto.
Ora, però, a preoccupare sono anche gli scaffali vuoti in alcuni supermercati, soprattutto nei reparti ortofrutticoli, a causa dei mancati rifornimenti in diversi punti vendita del Sud Italia. Il malcontento cresce anche tra gli automobilisti e i consumatori, alle prese con il caro carburante e, più in generale, con l’aumento del costo della vita. Le conseguenze della protesta degli autotrasportatori rischiano così di estendersi ben oltre i luoghi dei presidi, con possibili ripercussioni sull'approvvigionamento delle merci e sull'intero sistema economico. A lanciare l’allarme sono soprattutto le piccole imprese, già messe a dura prova dai costi di produzione, dalle tasse e dalle bollette, che temono di non riuscire più a sostenere le spese. Uno scenario che potrebbe avere ricadute pesanti sull’economia locale e sull’occupazione.
La giornata di oggi, 20 ottobre, alle ore 15, potrebbe tuttavia aprire uno spiraglio sul fronte del confronto istituzionale. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, alla presenza del viceministro Edoardo Rixi, ha convocato una delegazione di Fedralog, la Federazione regionale della logistica calabrese, nell’ambito del tavolo tecnico istituzionale previsto a Milano. All’incontro prenderanno parte le rappresentanze del settore e i comitati autonomi di Calabria, Sicilia e Puglia. Un appuntamento atteso dai manifestanti, che puntano a ottenere risposte concrete alle richieste avanzate e a individuare soluzioni per affrontare le difficoltà che stanno mettendo in crisi l'intero comparto.

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