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Lamezia Terme - Una fermata dell’autobus, una vecchietta, studenti, giovani alla ricerca dei propri sogni: tanta gente che s’incontra solo per caso, e solo per caso si conosce e racconta sé stessa, un po’ come nella vita. Ma nulla è mai veramente per caso a teatro. E non lo è sulla scena di “Moltitudini”, lo spettacolo realizzato per festeggiare i 50 anni di Comunità Progetto Sud, con la regia di Alice De André e un cast d’eccezione, composto dai ragazzi del Centro di Riabilitazione di Progetto Sud, dagli studenti del Polo Liceale “Campanella Fiorentino e dell’Istituto “Einaudi”. Ragazzi che hanno dato il meglio, mostrando senza paura una parte vera di sé, della propria personalità e del proprio vissuto attraverso l’arte, guidati da mani sapienti che non li hanno mai lasciati, se non per renderli pienamente liberi di essere sé stessi. Ѐ quello che del resto si propone di fare da sempre Comunità Progetto Sud, come ricordato nei saluti iniziali dal presidente don Giacomo Panizza, accompagnato da Nico Morelli, presidente dell’associazione teatrale “I Vacantusi”, partner del progetto, dall’assessore comunale con delega alla Cultura, Salute e Benessere Annalisa Spinelli, dall’assessore comunale al Welfare Mimmo Gianturco, e dal vescovo di Lamezia Terme Monsignor Serafino Parisi, che ha voluto porgere i propri auguri alla Comunità.

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Pervenuti inoltre i saluti del Ministro alla Disabilità Alessandra Locatelli e del Ministro all’Università e alla Ricerca Annamaria Bernini, attraverso l’onorevole Silvia Vono, che pure ha espresso tutto il proprio sostegno al progetto. Un ringraziamento finale anche alle dirigenti e referenti degli Istituti coinvolti: la dottoressa Anna Primavera con la professoressa Rossella Amendola, la dottoressa Susanna Mustari con la professoressa Nada Florimo; inoltre a tutto lo staff del Centro di Riabilitazione di Comunità Progetto Sud, diretto dalla responsabile Annamaria Bavaro.

“I testi che scriviamo sono le storie dei ragazzi” ha concluso la regista Alice De Andrè, “Abbiamo parlato infatti anche di persone che non ci sono più, ed è a loro che dedichiamo il nostro spettacolo. Non capita tutti i giorni di avere un palcoscenico con 600 persone che vi guardano, quindi ho detto loro di sfruttare quest’attenzione al massimo, e so che l’hanno fatto, e non potrei essere più felice. Ricordate però che le persone non si ascoltano solo sul palcoscenico, ma anche quando scendono. E i nostri giovani hanno davvero tanto da dire”.

Giulia De Sensi

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