
Lamezia Terme - L’Associazione Progresso 2010 Difendiamo il Territorio, comunica che, lunedì 23 dicembre dalle 7:00, avrà luogo una dimostrazione di protesta della popolazione del quartiere Sud Est della città, precisamente all’incrocio in via del Progresso all’altezza di via Fortunato, in concomitanza con il probabile inizio dei lavori per la chiusura del tratto stradale. È prevista anche la presenza di organizzazioni politiche. “L’Associazione - informano - sta divulgando dei volantini”.
“Cittadini utenti di questa strada attenzione - si legge in uno dei volantini - mai tanta solerzia ha avuto questa Amministrazione quanto quella con la quale, come ultimo guizzo, ha deciso di chiudere nuovamente questo incrocio perché dichiarato pericoloso nelle condizioni in cui essa stessa lo ha creato. Invece di agire in positivo, come da noi raccomandato, procedendo al suo ampliamento, ha agito in negativo decidendo di chiuderlo ancora una volta. La Costituzione più bella del mondo garantisce il diritto ad una mobilità sostenibile che deve misurarsi con le esigenze di “ sanità e sicurezza” e l’intelligenza degli umani ha superato da tempo l’età della pietra ed ha inventato strutture che garantiscono anche agli incroci la mobilità nella massima sicurezza. Il sillogismo “sicurezza = chiusura” è falso, pretestuoso ed immorale perché esistono nel nostro incrocio le condizioni previste dalle norme ministeriali per avere la sicurezza che vengono scientemente ignorate; è lasciata infatti ancora al godimento di privati un’area che, dopo tre anni di pressioni esercitate da questa Associazione, è stata accertata come pubblica, e sono state offerte da privati aree attigue all’incrocio, una delle quali a titolo gratuito. Facendo un conto da massaia, sempre rispettabile nella sua semplicità ed utile nell’attuale situazione di disordine finanziario del Comune, vorremmo ricordare che, come sempre ed allegramente, i costi gravano sulla Comunità dei cittadini quelli già sostenuti per la prima apertura, quelli della chiusura ora disposta ed i costi della riapertura che si imporrà come soluzione definitiva, allorché amministratori illuminati e liberi se ne occuperanno o sarà imposta da una possibile sentenza di sospensiva del TAR. In questo tormentato e doloroso scorcio di consiliatura l’Amministrazione non perde l’ultima occasione per mortificare gli utenti di questa strada ed una Comunità di 6.000 residenti, per lasciare ad essi il ricordo del suo poco onorevole passaggio nella storia di questa sfortunata Città. Abbiamo invano invocato per tre anni una soluzione che badasse soltanto all’esaltazione del “bene comune” nel rispetto di ogni principio di legalità che sono state, a quanto sembra, categorie del tutto sconosciute. Chiediamo comprensione e scusa per i possibili disagi e ringraziamo quei cittadini che si vorranno unire a noi nella protesta dei prossimi giorni”.
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