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Lamezia Terme - L'Associazione Quartiere Capizzaglie ha portato nuovamente all'attenzione il problema della "Processionaria del Pino" che infesta annualmente gli alberi di pino presenti vicino sia la scuola elementare "Alberto Manzi " che quella dell''infanzia "Antonio Ferraro" in via Foderaro. Purtroppo, la negligenza e la non corretta informazione sta facendo proliferare questo parassita dei pini che, fino a qualche anno fa, non era presente in Calabria. Si è sviluppato dapprima in Sila e sullo Jonio per poi arrivare anche sul Tirreno ed a Lamezia da qualche anno. Questo perchè, nonostante la lotta alla "Processionaria del Pino" sia obbligatoria (Decreto Ministeriale 17.04.1998) non sempre privati che li hanno nei giardini o anche gli Enti ottemperano, a tempo debito e nelle forme necesasrie alla cura degli alberi affetti da questo lepidottero con il risultato che il bruco ( che si trasforma nella falena visibile nelle sere d'estate) continua a mietere "vittime" tra gli esemplari di pino presenti in Italia sin dall'epoca romana e ben oltre. Un patrimonio, quello dei pini, che rischia così di scomparire considerato che è molto più semplice (e più economico) abbattere un albero infetto piuttosto che sottoporlo a cure annuali. E' bene ricordare, così come un altro parassita coriaceo quale il Punteruolo Rosso che sta distruggendo le Palme, specie quelle del tipo "canariensis", che esistono metodi per poter combattere tali parassiti e che la lotta alla Processionaria è obbligatoria così come quella per il Punteruolo Rosso. Questo significa che chiunque abbia nel proprio giardino un Pino con il batuffolo di Processionaria o una Palma affetta da Punteruolo Rosso ma lasciata seccare con il suo tronco infetto pieno di larve, può incorrere in denunce e sanzioni. Nel caso particolare della Processionaria presente vicino le scuole elenchiamo, di seguito, alcuni metodi alternativi e riconosciuti per la lotta a questo parassita che sta distruggendo parte del  patrimonio boschivo della nostro Paese.

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Questo  lepidottero può essere, infatti, combattuto utilizzando diversi metodi: innanzi tutto con appositi pesticidi, coi quali sarà necessario irrorare le larve stesse e non i nidi: il bozzolo del nido di processionaria infatti neutralizza l’efficacia del pesticida. Per l’eliminazione delle larve morte, occorre comunque utilizzare la massima cautela; anche se il metodo migliore consiste nel bruciarle, i residui carbonizzati risultano ugualmente urticanti, perciò è da evitare il rimanere sottovento o nelle vicinanze del falò, soprattutto con parti del corpo scoperte (compresi viso e occhi). Altri metodi di lotta sono: "Lotta Meccanica: Consiste nella distruzione delle larve, tagliando le cime. Si avvolge il tronco con del cellofan (prima della discesa delle larve, che avviene in genere dalla seconda quindicina di febbraio alla prima quindicina di marzo ma nelle regioni del sud, tale discesa varia e può avvenire già a gennaio se l'inverno è particolarmente mite), si distribuisce uniformente della colla entomologica e quando è satura la trappola si sostituisce; "Lotta guidata": Obbligatoria (D.M. 30/10/2007) e consiste nell’uso di feromoni per catture massali.; "Lotta biologica e Biotecnologica": la prima tecnica prevede l’uso di prodotti a base di Bacillus thuringiensis, ssp. kurstaki. Questa tecnica risulta difficile o  costosa, quando gli esemplari di processionaria infestanti sono di grandi dimensioni o su chiome e cime molto alte. Inoltre, vista la presenza di nidi sericei a protezione delle larve di processionaria, non è detto che tutte vengano raggiunte e distrutte dal bacillo. La seconda tecnica prevede, invece, l’uso di trappole sessuali (trappole a feromoni). Queste trappole rappresentano il miglior metodo di contrasto al lepidottero parassita. L’efficacia è dovuta sia alla cattura di molti maschi, che non riescono più ad uscire dalla trappola, sia al disorientamento degli stessi ad opera gdeli ormoni sessuali femminili della trappola. Le trappole si posizionano nei mesi di maggio, giugno e luglio, periodo di sfarfallamento degli esemplari adulti di processionaria, ed ogni 3-4 settimane va cambiata la pastiglia del principio attivo. Ogni 3-4 giorni va controllata la trappola per vuotare il contenitore dove vengono intrappolati i bruchi di processionaria. Un impiego naturale, invece, consiste nell’impiego della Formica Rufa, uno dei pochi nemici naturali di questo lepidottero che si cibano delle larve. Poste alla base del tronco dell'albero, risalendo, attaccano e distruggono le larve cibandosene. Altri interventi chimici riguardano l'uso di larvicidi come il diflubenzuron. Questi metodi, se adottati nei tempi previsti combattono il proliferare della Processionaria nelle zone già infette e, nel giro di un paio d'anni, possono portare alla bonifica dei luoghi infestati in precedenza.

processione-trappole-feromoni.jpgUna trapola di feromoni da appendere sull'albero tra maggio e luglio

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