Salta al contenuto principale

Graziella-Astorino-pari-opportunita-OK.jpg

Lamezia Terme - “La donna per la sua emancipazione ha fatto tutto da sola, senza l'aiuto di nessuno. Ma c'è ancora tanta strada da fare”. Graziella Astorino, presidente Pari opportunità dell'Udc e vicepresidente dell'omonima commissione al Comune di Lamezia Terme, traccia un bilancio in occasione della Giornata internazionale della Donna che si celebra ogni 8 marzo dal lontano 1909. Una festa che dovrebbe essere utile a verificare fino a che punto vengono garantiti i diritti alle donne ma che è divenuta ormai con il passare degli anni una ricorrenza mondana. “Questa festa ritengo sia stata svilita amaramente anche dalle donne stesse - sostiene la Astorino - Una ricorrenza che è ormai ridotta a giornata consumistica, alla pizza con le amiche, o peggio allo spogliarello. Per molte diventa l'occasione per uscire da una gabbia. Purtroppo per molte donne è l'unico giorno in cui sono autorizzate a uscire la sera senza dare giustificazioni. A mio avviso si è tornati indietro rispetto agli anni 70. E negli ultimi 20 anni c'è stata un'involuzione. Ma è anche colpa della donna che non ha avuto stima e rispetto di sé. Bisogna mantenere la propria dignità e mai vendersi”. E' anche vero che le conquiste sociali e politiche ottenute dal movimento femminista sono state molte, ma si avverte sempre e comunque la connotazione fortemente maschilista della società. E si sente a tal punto che negli ultimi anni il dibattito si è focalizzato sulle famose “quote rosa”, necessarie per garantire spazio alle donne all'interno dei partiti e delle istituzioni. “Le quote rosa rappresentano una mancanza. Indicano chiaramente che il potere è sempre maschile - chiarisce la presidente della Commissione Pari opportunità - Penso comunque che la legge fosse necessaria e utile a rimuovere gli ostacoli. Ma deve servire solo per una fase di passaggio, poi è giusto che venga eliminata. Le donne devono essere scelte non per obblighi di legge ma per i loro meriti. Perché ci sono anche molte donne che si ritrovano in ruoli importanti e di responsabilità senza avere le capacità per rivestire tali cariche. E questo non va bene nemmeno”. Ultimamente però qualcosa sta cambiando. Il dibattito mediatico e politico sta dando molto spazio alla condizione femminile. Prima il Governo Letta ha approvato la legge sul femminicidio mentre ora il nuovo Presidente del Consiglio, Renzi, ha formato una squadra di Governo composta al 50% da uomini e da donne. “Una scelta di facciata a mio avviso - commenta la Astorino - Squisitamente strumentale e non di sostanza. Ne è la prova il fatto che dei 44 sottosegretari nominati da lui soltanto 9 sono donne”. E all'interno di questo dibattito, molte parlamentari stanno presentando disegni di legge affinché vengano riconosciuti i diritti che ancora sono negati alle donne. Si va da proposte sui benefici pensionistici per le lavoratrici madri alla piena attuazione della legge 194 per il diritto all’aborto, dall’abolizione della legge 40 sulla procreazione assistita alla legge per il diritto delle madri a dare il proprio cognome ai figli. “Per quest'ultima penso che dovranno passare almeno 2 o 3 generazioni - ritiene la Astorino - Ci sono dei passaggi sociali e psicologici necessari, che devono prima avvenire. Siamo purtroppo ancora arretrati da questo punto di vista”. E guardando il contesto politico calabrese, se si va a guardare il ruolo delle donne non c'è da stare molto allegri. Sono molto poche le donne che rivestono cariche istituzionali e di potere. “In Calabria siamo messi malissimo. Manca la fiducia - dice la presidente della Commissione P.O. dell'Udc - E se una donna vale non le è permesso di andare avanti. Il movimento femminista è un po' mancato anche se il ruolo della donna in Calabria è stato sempre importante, ha fatto e fa ancora da collante sociale”. Anche se va ricordato come una delle ministre scelte da Renzi è la calabrese Maria Carmela Lanzetta, ex sindaco di Monasterace. “Faccio gli auguri al neoministro Lanzetta per il suo nuovo e importante incarico - aggiunge la Astorino - E spero davvero che questa scelta possa servire a dare una spinta per far sì che il ruolo delle donne si affermi anche nella nostra regione”. Sul versante sociale, invece, persiste ancora la drammatica piaga della violenza domestica. Sono ancora molte le donne che subiscono abusi all'interno delle mura di casa: “E' un problema culturale e sociale. Bisogna educare i bambini - sostiene la Astorino - In questo senso la scuola ha un ruolo fondamentale. La politica ha fatto il suo approvando alcune leggi, come ad esempio l'ultima sul femminicidio, ma c'è ancora molto da fare in termini culturali. La famiglia è importantissima ed è lì che si annida il fulcro del problema”. La presidente della Commissione Pari Opportunità rivolge infine un augurio e un appello a tutte: “Auguro a tutte le donne di trovare la loro dimensione giusta. Di andare avanti da sole, con coraggio, per la propria strada. E alle donne che si sentono in grado di portare il proprio impegno e contributo in politica chiedo di farsi avanti senza esitare”.

Enrico De Grazia

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.