
Lamezia Terme - Gli studi internazionali sulle “Helping Professions” e in particolare, nelle Unità operative di Terapia Intensiva, hanno rilevato che elevati livelli di stress legati al lavoro con pazienti gravemente sofferenti, possono esporre gli operatori al rischio di sviluppare sindromi da esaurimento psichico ed emotivo. “La musicoterapia – afferma Francesca M. Rubbettino, musicoterapeuta volontaria inserita nel programma di ricerca nell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, diretta dalla dottoressa Anna Maria Mancini - è una metodologia di intervento a carattere psicoterapeutico non verbale che, attraverso l’uso del linguaggio musicale (suono, ritmo, melodia, armonia) e per opera di un terapeuta qualificato, si pone come obiettivo quello di facilitare, migliorare, stimolare la comunicazione, l’apprendimento, l’espressione di bisogni fisici, emotivi, mentali, sociali e cognitivi”.
La ricerca, condivisa nella fase iniziale dalla dottoressa Antonia Ballottin, referente nazionale per il Gruppo Stress e il coordinamento delle Regioni, è stata valutata positivamente anche dal direttore dello Spisal di Catanzaro dottoressa Emma Ciconte, dal direttore dell’Unità operativa Protezione aziendale dottor Enrico Ciaccio, dal responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dottor Egidio Sorrento, dalla responsabile dell’Unità operativa Medico competente dottoressa Raffaela Renne e dal coordinatore dei Presidi ospedalieri dell’Asp dottor Pietro Menniti. Il gruppo di ricerca, coordinato dal dottor Pullia, con la collaborazione del coordinatore infermieristico Vincenzo Luongo e dell’infermiera Greco Caterina, referente del Reparto di Anestesia e Rianimazione per la musicoterapia, ha somministrato ai dipendenti la scala Internazionale GHQ-12 per la valutazione del “distress”. Questo questionario, molto usato in psicologia del lavoro, è composto da 12 items e focalizza l’attenzione su 4 elementi di “distress”: depressione, ansia, deterioramento sociale e ipocondria (indicata con sintomi somatici).
Su 43 dipendenti, 8 hanno raggiunto un punteggio superiore a 14 evidenziando particolare sensibilità agli items relativi al sentirsi sotto pressione, alla sensazione di incapacità a superare le difficoltà, al sentirsi infelici e depressi. Sulla base di queste rilevazioni, la dott.ssa Francesca M. Rubbettino ha preparato 4 CD audio numerati, da ascoltare in sequenza e, successivamente, nell’ordine preferito al fine di rilevare e valutare - tramite le schede di rilevazione di fine ascolto - le necessità psicoemotive di ciascun gruppo di ascolto.
“Alla fine del programma di 30 giorni – spiega il dottor Luigi Pullia – verrà somministrato nuovamente ai dipendenti il questionario GHQ-12 e i risultati verranno confrontati con quelli iniziali. La variazione dei punteggi determinerà l’efficacia del programma proposto e la sua ricaduta terapeutica, proponendosi come progetto pilota nel campo della prevenzione dello stress. Se i risultati saranno quelli sperati la ricerca promuoverà l’immagine dell’Azienda, obiettivo a cui sta lavorando tutta la Direzione strategica, in modo particolare il Direttore Sanitario aziendale dott. Mario Catalano e il Direttore Generale dell’Aap dott. Gerardo Mancuso che, con la professionalità e alto senso di responsabilità, sta lavorando tra mille difficoltà, portando avanti una politica di risanamento per una razionalizzazione della spesa per rendere il sistema più efficiente”.
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